Archivi Mensili: ottobre 2013

Sulla preghiera dei salmi

Un insegnamento dei padri del deserto

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Un fratello andò a visitare uno dei padri della laura di Suca sopra Gerico e gli disse: « Allora, Abba, come stai? ». L’anziano rispose: « Male». Il fratello disse: « Perché, Abba? ».

L’anziano rispose: « Perché sono trent’anni che mi tengo ritto davanti a Dio durante la mia preghiera, e ora maledico me stesso dicendo a Dio: «Non aver pietà di tutti quelli che commettono iniquità», e « Maledetti quelli che si allontanano dai tuoi comandamenti».

E io che sono un bugiardo dico ogni giorno a Dio: « Danna tutti quelli che mentono”.

E io che ho del rancore contro mio fratello, dico a Dio: “Perdonami come anche noi perdoniamo».

Ed io che metto ogni mia preoccupazione nel mangiare, dico: “Ho dimenticato di mangiare il mio pane».

E dormendo sino al mattino, vado salmodiando: “Nel mezzo della notte mi sono svegliato per confessarti ».

Non possiedo assolutamente alcuna compunzione e dico: “Ho penato nel mio pianto e le lacrime hanno preso il posto del pane giorno e notte».

E mentre ho nel cuore pensieri perversi, dico a Dio: « La meditazione del mio cuore è davanti a te sempre».

Ed io che non digiuno assolutamente, dico: “I miei ginocchi si sono indeboliti causa il digiuno”.

E pieno d’orgoglio e di godimento della carne mi rendo ridicolo salmodiando: “Guarda la mia umiltà e la mia pena e rimettimi tutti i miei peccati».

E io che non sono ancora pronto dico: “Il mio cuore è pronto, o Dio».

E, in una parola, tutto il mio Uffizio e la mia preghiera tornano a me in rimprovero e in vergogna ». Il fratello disse all’anziano: «Penso, Abba, che Davide disse tutto ciò per se stesso ». Allora l’anziano disse piangendo: « Che dici, fratello? Di certo, se noi non osserviamo ciò che salmodiamo di fronte a Dio, andiamo in perdizione ».

A proposito di mondanità e Vangelo

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Ieri papa Francesco, durante la visita di Assisi, ha richiamato fortemente i cristiani a non farsi avvolgere dalla mondanità, ma, seguendo lo spirito e l’esempio di Francesco di Assisi, a vivere l’esperienza della spogliazione.

“Ma di che cosa deve spogliarsi la Chiesa?”. Deve spogliarsi oggi di un pericolo gravissimo, che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti: il pericolo della mondanità. Il cristiano non può convivere con lo spirito del mondo. La mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio. E’ un idolo! E l’idolatria è il peccato più forte!” (Papa Francesco, Assisi 4 ottobre 2013)

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/october/documents/papa-francesco_20131004_poveri-assisi_it.html

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Questa mattina l’Ufficio delle letture abbiamo trovato questo bel testo di san Gregorio di Nissa che, circa 1600 anni fa’ insegnava queste cose:

Dal libro «La vita cristiana» di san Gregorio di Nissa, vescovo.

Chi si dimostra superiore agli allettamenti del pellegrinaggio terreno senza farsi ammaliare dalla gloria mondana, sentirà il bisogno di far sacrificio di se stesso a Dio. Far sacrificio di se stesso a Dio significa non cercare mai la propria volontà, ma quella di Dio e seguirla come buona guida, e poi contentarsi di quanto è necessario per la propria vita. Ciò aiuterà ciascuno a compiere con maggior impegno e serenità i propri doveri per il bene suo e degli altri, come si conviene a un discepolo di Cristo.

L’ho condiviso perché a me è stato utile per comprendere ancora meglio il significato delle parole del Papa.

Censimento in Bosnia-Erzegovina

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Se vivi in Bosnia-Erzegovina non basta dichiararsi cittadini di quella nazione, ma sei obbligato a definirti secondo l’appartenenza etnica.

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Dal prossimo censimento, con ogni probabilità, in Bosnia non esisteranno i bosniaci.

Molto interessante questo articolo apparso su Osservatorio dei Balcani e Caucaso.

http://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/La-nuova-Bosnia-142447/(from)/newsletter

rigantur mentes

La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, non chiede d’esser veduta. (A. Silesio)

Mio fratello Aiman

Da Homs a Santarcangelo, progetto di accoglienza attraverso i Corridoi Umanitari

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