Archivi Mensili: giugno 2013

Divorzio ecclesiale: sul trasferimento dei vescovi

vescovi

Nel blog di Sandro Magister, ieri è apparso questo bellissimo articolo che riporta posizioni molto autorevoli a riguardo di quella che viene definita la PIAGA del trasferimento frequente dei vescovi, divenuto ormai una prassi diffusa.

Le argomentazioni riportate sono solide e fondate sulla Tradizione.

La prospettiva di farne una legge ecclesiastica, a tutt’oggi, sembra più lontana. Basterebbe però mandare messaggi inequivocabili sulle nuove nomine.
Interessante anche l’appunto del card. Gantin sulle cosiddette sedi cardinalizie…
Un articolo che vale la pena leggere per allargare lo sguardo dal consueto. Non sempre la consuetudine ci testimonia la Tradizione. Ci sono degli spazi di riforma che ci fanno bene.

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350531

L’orrore di cui si comincia a parlare … senza pudore. EUTANASIA NEONATALE!!!!!!

Immagine

Funziona sempre così!

Un’azione ritenuta comunemente inaccettabile dal senso morale comune, comincia a diventare oggetto di dibattito per saggiare il terreno. Ovviamente è necessario un soggetto notoriamente spregiudicato e provocatore che ci metta la faccia per fare il primo passo; ma come ben sappiamo non risulta mai troppo difficile trovarlo.

Le reazioni ad un primo intervento sono immediatamente molto dure, ma ormai il danno è fatto perché, di ciò su cui non era considerato lecito neppure soffermare il pensiero, ormai si è cominciato a parlare.

Il passaggio successivo è quello che si poggia sulla pietà e sul senso di giustizia. “Vi sembra giusto far soffrire un bambino con un handicap grave? Non è meglio intervenire per far cessare le sue sofferenze?“. Questa affermazione purtroppo comincia a trovare dei consensi e si forma un gruppo di cosiddetti “benefattori misericordiosi” che in nome della pietà e della “evidente giustizia”, cominciano a sostenere in modo lobbystico un’idea che fino a qualche tempo prima da tutti era considerata orrenda. Lobbystico perché come sempre accade ci sarà senz’altro qualcuno che su questa cosa ha l’opportunità di speculare e arricchirsi.

La cosa più bella è che coloro che continuano a ritenere questa azione orrenda, cominceranno ad essere considerati persone senza cuore, schiavi di una morale assolutistica e superata, incapaci di fare quelle scelte necessarie che un “evidente senso di giustizia” richiede.

La frittata è presto fatta: il pensiero ispirerà qualche ben foraggiato esponente politico che, in nome della libertà di scelta e del diritto di autodeterminazione, si farà promotore di una proposta di legge che, in nome della modernità, vorrà difendere il diritto di alcuni genitori di uccidere i propri bambini neonati, per risparmiare loro le sofferenze causate dal loro stato di handicap, adducendo la motivazione che tale operazione risulta essere più rispettosa e più sicura di un aborto (soluzione già attualmente possibile) in stato avanzato di gravidanza… perché tanto … che differenza c’è?

A proposito di modernità: ma voi non vi ricordate quando, nel corso della scuole primarie, i nostri insegnanti ci insegnavano con giusto orrore la selezione eugenetica proposta nell’antica Sparta? Mi sembra di poter dire che l’idea non sia così moderna e che, se molte generazioni che ci hanno preceduto, l’hanno considerata una barbarie da rigettare, forse qualche motivo ben fondato c’era.

Se poi qualche ingenuo non crede che questo processo possa essere già in atto, può leggere con giusto orrore l’articolo pubblicato su “Il Foglio” cliccando sul link qui sotto.

http://www.ilfoglio.it/soloqui/18102

rigantur mentes

La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, non chiede d’esser veduta. (A. Silesio)

Mio fratello Aiman

Da Homs a Santarcangelo, progetto di accoglienza attraverso i Corridoi Umanitari

Una (P)parola condivisa

Condivisioni sulla Parola quotidiana e domenicale

ilbiancospino

poesia in foto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: