Archivi Mensili: novembre 2012

Un popolo che canta la sua fede

Siamo nell’anno della fede. La prima cosa che ci viene in mente è che la fede sia da professare, poi da testimoniare, poi da studiare ed approfondire…

Ieri ho incontrato dei giovani che cantavano la fede. Eravamo in pulmino durante la gita e invece di cantare quel Mazzolin di fiori…. Abbiamo cantato alcuni bei canti in francese che professavano la nostra fede di cristiani in Gesù Salvatore e Signore. Noi in Italia pensiamo raramente che la fede possa essere prima di tutto cantata! Eppure sant’Ambrogio in un’epoca molto difficile e di grandi tensioni intra-ecclesiali ha aiutato il popolo di Milano a formarsi nella fede attraverso Inni e il canto dei salmi. Ambrogio ha dedicato parte del suo ministero episcopale nel comporre alcuni inni che insegnava alla comunità di Milano.

Forse in questo anno siamo chiamati ad imparare a cantare la nostra fede.

Un mondo senza fine … anche negli anacronismi

Sono un appassionato lettore di Ken Follet. Ho letto molti dei suoi romanzi e lo trovo uno scrittore appassionante e coinvolgente: un bravo narratore. Uno dei libri più belli che abbia mai potuto leggere è “I pilastri della terra” con il suo sequel “Un mondo senza fine”. Su qualsiasi sito internet potete trovare la trama di questi due romanzi e quindi non spreco battute per raccontarvi la trama: piuttosto leggete il libro.

“I pilastri della terra” è uno dei pochi libri che ho riletto e, quando qualche tempo addietro ho scoperto la trasposizione cinematografica in quattro puntate sono stato contento di poterla vedere. A parte la solita dose di delusione che coglie qualsiasi lettore nel constatare come le proprie fantasie sono state rese dal regista di turno, quella fiction cinematografica non mi era dispiaciuto.

Ho accolto con entusiasmo anche la notizia della trasposizione cinematografica del secondo romanzo della serie e per adesso ho potuto vedere le prime due puntate. Sono rimasto molto colpito dagli anacronismi (soprattutto religiosi) che il film riporta. Probabilmente me ne sono accorto solamente io e pochi altri, ma mi colpisce come certe cose passino senza che la critica ne dica qualcosa. Ne cito solamente tre che mi sembrano macroscopici: ci troviamo all’inizio del 1300, ma nella chiesa di Kingsbridge c’è un bel confessionale anche se sappiamo che il suo uso si è imposto dopo il Concilio di Trento celebrato più di due secoli dopo i tempi narrati dal film; alla cintura delle suore (monache?) è appeso un bel rosario, diffuso nel XIII secolo da san Domenico, ma esploso nell’uso comune dopo il pontificato di Pio V (siamo sempre nel XVI secolo); infine sul comodino del signorotto di turno (violento e prepotente) troviamo un bel libro rilegato della canzone di Rolando, cosa molto improbabile visto che prima della invenzione della stampa il libro era qualcosa di talmente prezioso (perché scritto a mano) che difficilmente poteva trovarsi nella casa di uno che era poco più che un fattore.

Ripeto che probabilmente certe sottigliezze le ho colte io e pochi altri, ma dispiace questa superficialità nella trasposizione in immagini di quello che pretenderebbe di essere un romanzo storico.

Devo dire, per completezza, che mi dispiace anche l’indulgere insistentemente sulla patologica ossessione sessuale e narcisista del priore del monastero, ma, a dire il vero, questa insistenza la si ritrova nel romanzo, perché purtroppo Ken Follet, pur essendo un ottimo narratore, non sfugge alla legge del mercato contemporaneo che esige che ogni storia sia abbondantemente condita da sesso e violenza. Se poi questo coinvolge la Chiesa in quell’epoca  -considerata dai più – oscura, che fu il medioevo, … le vendite sono garantite!Immagine

Romeo e Giulietta …. E la promessa di un amore eterno

Mi é capitato di tornare a Verona per una gita con un gruppo  di giovani universitari: irrinunciabile la visita alla casa di Giulietta con foto al balcone e la foto propiziatoria accanto alla statua di Giulietta.

Mi ha molto colpito notare la ormai solita massa di lucchetti attaccati ad una cancellata storica con un forte dubbio sull’estetica di tale costume. Ma a Verona esiste anche una tradizione più locale: appiccicare al muro antico della casa di Giulietta con una gomma da masticare una dichiarazione di eterno amore. Il risultato è veramente rivoltante!

Poichè nel nostro gruppo c’era un certo numero di africani che non hanno mai letto i “sacri testi” di Federico Moccia che hanno diffuso l’usanza dei lucchetti, mi hanno chiesto spiegazione di tale uso e del perchè la gente attaccasse quei lucchetti. Ho tentato di spiegare che per i giovani rappresentava una sorta di promessa di amore eterno, ma mentre lo dicevo mi chiedevo perchè in una cultura in cui i giovani faticano molto ad arrivare alla scelta definitiva del matrimonio, si indulgesse con semplicità ad una dichiarazione pubblica di amore eterno attraverso un lucchetto.

forse il problema non è il contenuto di una scelta che si desidera come stabile e duratura, ma la forma che, per i giovani non riesce più ad esprimere il linguaggio del loro amore. Sono sicuro che la questione sia ben più complicata da quello che trapela nella mia semplice riflessione, ma può valer la pena di farci una pensata.

Il mio sì

Il mio sì

Bellissima preghiera di J.H. Newman

Il significato della povertà

Il significato della povertà

Una bella riflessione di Doroty Day nei giorni in cui la Conferenza episcopale degli USA ha dato il suo ok per la prosecuzione della causa di beatificazione

La situazione scolastica nel paese delle Aquile

La situazione scolastica nel paese delle Aquile

La difficile situazione della scuola pubblica e l’ambiguità del sistema scolastico privato in Albania in questo bell’articolo di Marjola Rukaj  Continua a leggere →

Situazione politica in Bosnia Erzegovina

Situazione politica in Bosnia Erzegovina

Per conoscere un po’ meglio una realtà molto vicina a noi della quale ignoriamo quasi tutto.

Per allargare la nostra visione a tutta l’Europa Continua a leggere →

Qualche pensiero da condividere

Da un po’ di tempo mi sono avviato all’uso di un celebre microblog come twitter e la cosa mi appassiona. Mi piace poter leggere le notizie in questa flusso continuo.

In questi anni ho avuto un po’ di esperienza nello scrivere articoli su carta stampata. Perché non avviarsi ad un’editoria nel web? e così ci provo. Non so se avrò la pazienza e il tempo di continuare, ma tant’è!

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