Archivi Mensili: gennaio 2019

Santarcangelo: verso le elezioni

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Santarcangelo di Romagna, 15 gennaio 2019

Carissimi amici e amiche di Santarcangelo,
la nostra città si sta preparando a vivere un tempo fecondo che culminerà nelle prossime elezioni amministrative del maggio 2019; sarà un tempo fecondo perché persone in gamba e volenterose scenderanno in campo per mettere in gioco la loro disponibilità, il loro impegno e le loro competenze a favore dell’amministrazione della città e del bene comune. Avremo la possibilità di vedere ancora una volta che ci sono tra noi donne e uomini che, generosamente, si fanno carico di avanzare proposte e soluzioni perché la vita comune della nostra città possa sempre più migliorare nell’attenzione alle esigenze di ognuno.

Non posso nascondere la mia preoccupazione di cittadino, di cristiano e di parroco per il clima avvelenato che ha caratterizzato gli ultimi confronti politici nel nostro Paese e, purtroppo, anche nella nostra città. Il confronto politico che da sempre – in democrazia – dovrebbe portare a cercare insieme le soluzioni migliori per il bene comune, è divenuto scontro permanente, aspro, volgare, privo di regole e di scrupoli, farcito di menzogne e, apparentemente, orientato unicamente alla conquista del potere.
In questo tipo di “confronto” non c’è e non ci sarà alcuna fecondità.

Con grande umiltà e senso di inadeguatezza, sento il dovere di proporre a tutte e a tutti la scelta di uno stile diverso; mi rivolgo sia a coloro che si candideranno nei vari ruoli, sia a coloro che, in modo diverso, supporteranno liste e coalizioni: non è necessario scendere a certi livelli; non è dignitoso mostrare questo volto corrotto della politica; non giova a nessuno vedersi come nemici anziché semplicemente come avversari.
Dipende da noi, prima di tutto, dalle scelte che compiamo, non solo dagli altri.
Possiamo scegliere!

La parrocchia in quanto tale – mi sembra opportuno e giusto dirlo – non scende in campo con nessuno e non parteggia per nessuno… ma non per questo rimane a guardare in modo passivo. Il nostro impegno ordinario e quotidiano nell’educazione, nella solidarietà, nell’accoglienza, nell’integrazione e nell’assistenza, secondo lo spirito del Vangelo e nella prospettiva della dottrina sociale della Chiesa, ci rende soggetti attivi e interlocutori disponibili a collaborare con chiunque si impegni per il bene delle persone, per la giustizia e per una città solidale e amichevole.

Oltre a questo impegno ordinario, desideriamo proporci come soggetto attivo anche in questi tempi di confronto, proponendo una serie di incontri che recuperino l’attenzione su un testo fondamentale del magistero di papa Francesco: mi riferisco alla parte dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium che parla di “Bene comune e pace sociale” (nn. 222-237).

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La speranza che anima il nostro vivere nel mondo ci rende capaci di sperare che, anche in questi frangenti, non sarà tempo sprecato quello che dedicheremo ad incontrarci, a guardarci in faccia con rispetto, a confrontarci con sincerità e trasparenza sui grandi temi che coinvolgono il vivere comune, riconoscendoci impegnati a costruire un mondo migliore, anche se partendo da punti di vista e prospettive diverse.

Con questo spirito vi invito a questi incontri che si terranno nel teatrino della Collegiata secondo il calendario riportato nel volantino. Potete a vostra volta invitare altre persone che ritenete interessate al confronto.

Con amicizia

don Andrea Turchini

Mostri?

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Anche questa settimana i notiziari ci hanno riportato la notizia (l’ennesima) che un gruppo intero di insegnanti della scuola dell’infanzia ha duramente maltrattato alcuni bambini che erano stati loro affidati. Alla denuncia fatta da alcuni genitori insospettiti, sono seguite le indagini dei Carabinieri che, mediante telecamere nascoste, hanno documentato i fatti. Giustamente la magistratura ha proceduto al fermo per la tutela dei piccoli. Si vedrà poi cosa accadrà… per adesso un grande senso di tristezza mi prende.
Dentro di me mi chiedo: ma sarà possibile? Non una sola, ma un intero gruppo di insegnanti e ausiliarie che si sono fatte prendere dalla violenza contro dei bambini? Come mai accade una cosa del genere?

Io conosco diverse insegnanti della scuola dell’infanzia. Sono anche stato direttore di una scuola d’infanzia durante gli ultimi anni alla Colonnella. Mia mamma era un’insegnante di scuola dell’infanzia… Sento che c’è qualcosa che stride duramente nell’immagine spaventosa che ci viene proiettata da queste vicende.

Le maestre di scuola d’infanzia sono quanto di più vicino esista ad una mamma. Sono quelle figure educative che introducono i bambini nel mondo, quello un po’ più grande, che esiste fuori dal nido della famiglia. Sono quelle figure che ti iniziano alla socializzazione, che ti insegnano che il mondo non gira intorno a te perché ci sono anche altri, e che sono molti. Sono quelle figure educative che ti introducono alla conoscenza del reale, che ti insegnano alcune regole del vivere comune, … non sono dei mostri!

Credo che anche le maestre implicate in questa vicenda fossero così. Che abbiano scelto questo lavoro perché sentivano di poter aiutare i bambini a crescere… cosa si è rotto? Cosa è successo? Perché hanno deragliato? Perché nessuno le ha aiutate a comprendere che qualcosa non andava nel loro modo di vivere quel lavoro che all’inizio le appassionava tanto?
E’ facile sbattere il mostro in prima pagina!
E’ facile dire sono delle criminali! Ma nessuno nasce criminale…
Dobbiamo seriamente chiederci come mai un gruppo di educatrici (tutte insieme!!!) ha assunto un modo di comportarsi violento e inappropriato e perché nessuna di loro ha riconosciuto il baratro in cui stavano cadendo. Chi ha permesso che questo accadesse?

Non sarà con le telecamere che si risolverà il problema, almeno non quello delle maestre.
Oltre alla sicurezza dei bambini, per la quale occorre mettere in atto ogni precauzione, occorre anche lavorare sulla salute degli insegnanti, perché una società che non ha cura dei suoi educatori è come un uomo stupido che sega il ramo su cui è seduto.
Una società che, invece, ha a cuore i suoi educatori ed insegnanti, che li rispetta, li sostiene nel lavoro bellissimo e logorante (è così!) che sono chiamati a compiere, li remunera adeguatamente, li accompagna con verifiche sostanziali e non solo burocratiche, … è una società che davvero investe sul futuro, che non si limita a difendersi, ma che sa guardare all’orizzonte con responsabilità.

rigantur mentes

La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, non chiede d’esser veduta. (A. Silesio)

Mio fratello Aiman

Da Homs a Santarcangelo, progetto di accoglienza attraverso i Corridoi Umanitari

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