La pietra non scagliata

Vorrei tornare sul Vangelo che abbiamo ascoltato domenica scorsa e sulla famosa frase pronunciata da Gesù di fronte agli accusatori della donna adultera: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei” (Gv 8,7).
Non ci è difficile essere solidali e compassionevoli con quella donna che quella turba di uomini (maschi) voleva lapidare; tanto più che essi la portano da Gesù con malizia, usandola come pretesto per accusare Gesù: quanta violenza verso di lei!
Eppure il loro comportamento corrisponde non solamente alla Legge di Mosè, ma anche ad una mentalità che – guardando bene – si trova anche dentro di noi.

Afferma il libro del Deuteronomio: Quando un uomo verrà trovato a giacere con una donna maritata, tutti e due dovranno morire: l’uomo che è giaciuto con la donna e la donna. Così estirperai il male da Israele (Dt 22,22).
Mettendo da parte il non piccolo problema che nel racconto di Giovanni è solo la donna che viene portata davanti a Gesù, e, visto che era stata sorpresa in flagrante, doveva essere molto chiaro anche chi fosse l’uomo coinvolto nell’adulterio, quello che mi interessa nella citazione del Deuteronomio è la motivazione che sostiene una sanzione così dura: estirpare il male dal popolo.
La lapidazione, o in generale la pena di morte, che ricorre in tantissimi casi previsti dalla Legge di Mosè, rispondeva a questa motivazione molto importante: estirpare il male da Israele per custodire al santità del popolo di Dio; ed è proprio contro questo pensiero – presente anche dentro di noi – che Gesù apre una via nuova: il male non si vince combattendolo con la violenza (con il male) quando si manifesta fuori di noi, nelle altre persone, ma si sconfigge purificando il nostro cuore dall’influenza del male, dalla violenza e dall’adulterio che c’è dentro di noi. E’ il cuore dell’uomo il vero luogo del combattimento.
E’ al cuore che Gesù riporta quelle persone che sono venute per accusare la donna (e per cercare un pretesto per accusare lui). Certamente lei è colpevole, ma il male da Israele non sarà estirpato uccidendo lei, la peccatrice, ma chiedendo a lei e a ognuno di coloro che erano presenti di combattere il male che dimora nel loro cuore. Sembra che l’invito di Gesù sia stato accolto: infatti tutti se ne vanno, cominciando dai più anziani.

Quanti sono quelli che oggi pensano che la guerra in Ucraina si potrebbe risolvere sconfiggendo “i cattivi”, facendogliela pagare duramente? o facendo fuori il “super cattivo” Presidente russo?
Gesù ci riconduce al nostro cuore: il male, la violenza, la guerra, l’adulterio, l’ingiustizia si sconfiggono se li sconfiggi dentro il tuo cuore e se aiuti ogni persona a compiere questo itinerario di riconciliazione.

«Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo». (Mc 7,20-23)

Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti… Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene. (Rom 12,17-18.21)

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico. Formatore in seminario ed Assistente AGESCI

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