Martiri innocenti

Alan Kurdi

Nel ciclo delle celebrazioni natalizie, oggi la Chiesa ci propone la memoria dei martiri innocenti, ricordando quei bambini uccisi dalla follia di Erode che voleva impedire l’ascesa al trono di Giuda di un concorrente.
La Chiesa, fin dai tempi antichi (IV secolo), non ha visto in quei bambini semplicemente le vittime di una violenza arbitraria e ingiustificabile, ma dei veri martiri che sono morti a causa di Cristo e che godono della “palma del martirio”.
Questa scelta della Chiesa antica è particolarmente interessante e provocatoria, soprattutto se riportata al contesto odierno. Certo, le vittime innocenti non sono mai mancate nella storia dell’umanità, ma cosa significa “morire a causa di Cristo”? Cosa significa morire perché Cristo non regni, perché si ritiene necessario difendersi dal Regno di Dio?

Se il Regno di Dio stabilito nel mondo da Cristo è un regno di giustizia, di fraternità, di condivisione e di pace, cosa significa per noi che viviamo nel XXI secolo stare di fronte al martirio di innocenti che muoiono a causa di Cristo, che muoiono perché non si vuole accogliere il regno di Cristo, perché neppure i credenti vivono la logica del Regno di Dio? Sono domande che, credo, non possiamo glissare velocemente e che ci provocano pesantemente.
Dopo le beatificazioni di don Pino Puglisi e Rosario Livatino, la Chiesa ha affermato che si può morire martiri anche se la mano dell’uccisore è quella di un battezzato.
Tutti coloro che oggi sono vittime dell’indifferenza, della logica della difesa dei privilegi, dell’egoismo di chi pretende di mantenere i propri standard di ricchezza a scapito degli altri, di chi vende armi per alimentare guerre nei paesi ricchi di materie prime, di chi non si preoccupa dei diritti dei nascituri, di chi vorrebbe selezionare eugeneticamente le nascite … tutte queste vittime sono dei martiri? E chi è Erode oggi? Potrebbero essere tutti coloro che, pur richiamandosi a valori cristiani, in realtà adottano la logica di Erode?

Due parole della Scrittura che mi sono risuonate nel cuore:
Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!” (Mc 8,14). E’ un lievito sempre presente, che accanto a quello dei farisei (l’ipocrisia; cfr. Lc 12,1), rischia di confonderci, di portarci lontano dalla via di Dio e causare vittime innocenti.
Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità” (1Gv 1,6). Questo versetto è tratto dalla prima lettura della liturgia di oggi e ci richiama al fatto che nessuno può sentirsi garantito nel camminare nella verità e nella giustizia. La menzogna crea sempre vittime innocenti. 

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico. Formatore in seminario ed Assistente AGESCI

2 pensieri riguardo “Martiri innocenti

  1. Si potranno stabilire tutte le date possibili per ricordare ogni tipo di martirio,violenza oppressione,ma nulla cambierà, fino a quando chi fa le leggi è dalla parte degli aguzzini professandosi cristiani. Niente cambierà se non cambiamo il nostro modo di vivere.Niente cambierà se non vediamo tutti i giorni,credenti e non, il dolore dei più fragili e continuando a concentrarci solo sul nostro benessere e chiudiamo cuori,porte,porti,costruiamo muri,mettiamo filo spinato .

  2. Grazie don Andrea per il tuo commento. Il vangelo di oggi veramente ci fa riflettere e ci “provoca” (in senso positivo) qui e ora.

I commenti sono chiusi.

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