Poveri e Preghiera

Le due priorità per la Chiesa che riparte

Durante la Tre giorni dei preti di Rimini, l’intervento di Chiara Giaccardi (docente ordinario di Sociologia della Comunicazione all’Università Cattolica di Milano e con molti altri ruoli all’interno del mondo ecclesiale) ci ha aperto alcune prospettive importanti. Negli ultimi tre anni insieme al marito Mauro Magatti, la prof.ssa Giaccardi ha pubblicato un paio di testi molto importanti (in particolare La scommessa cattolica e Nella fine è l’inizio) per aiutare la comunità cristiana a comprendere il suo compito specifico – la sua missione – in questo contesto di crisi globale: c’è un contributo specifico che la Chiesa può portare al mondo immerso in questa situazione di crisi?

Il primo contributo riguarda l’accoglienza e la cura dei più poveri, di coloro che dalla società tecnocratica ed efficientista sono scartati e considerati invisibili.
C’è una “parola” da annunciare fatta di gesti e di azioni concrete, di scelte prioritarie che coinvolgono la comunità ecclesiale nel segno della gratuità, una parola decisiva da dire al mondo alla luce della nostra fede. Uno sguardo sulla persona che ricupera e afferma la sua dignità oggettiva e soggettiva. In questo senso la comunità cristiana è chiamata ad essere creativa e generativa di vita nuova.
Non si tratta di un richiamo moralistico ad essere più buoni o generosi, ma di riconoscere in questo contesto l’emergenza che chiede a noi di affermare di fronte a tutti ed a nome di tutti che non è umana una società in cui ci sono delle persone che vengono sistematicamente scartate o considerate invisibili. Come in altri tempi della storia, la comunità cristiana, proprio a partire dal Vangelo che ci chiede di riconoscerci tutti fratelli e figli dello stesso Padre che è nei cieli, deve avere il coraggio di “proclamare questa parola”.
Come afferma la Evangelii gaudium, la Chiesa stessa scoprirà, a seguito di questa opzione evangelica, che proprio lì, nei volti e nelle storie di questi fratelli e sorelle, si aprirà una conoscenza nuova del Signore che, ancora, si rivelerà come il Vivente.

L’altro contributo che la comunità cristiana può dare al mondo è la preghiera, intesa soprattutto come scuola per imparare a pregare, per aprire all’uomo la porta dell’incontro con Dio.
Da molti anni le indagini leggono una diffusa sete di trascendenza, tanto più in crescita quanto più si afferma la pretesa tecnocratica di dare ad ogni domanda una risposta funzionale. Ma ci sono tante domande che non trovano una risposta e – paradossalmente – proprio il tempo della pandemia ce lo ha messo in evidenza. L’uomo non è fatto solo di bisogni da soddisfare, ma porta in sé un desiderio di infinito che nel dialogo con Dio può trovare un pista per ascoltare questo desiderio, per riconoscerlo nella sua valenza esistenziale e per provare a dare una risposta. La Chiesa ha la possibilità di mettersi al servizio di coloro che vogliono imparare a pregare in modo adulto, attingendo alla grande tradizione biblica, riprendendo in mano i Salmi o ripercorrendo le strade dei grandi maestri della preghiera che la storia ci ha consegnato.
Non si tratta di proporre questa o quell’altra spiritualità, come se fossimo ad un supermercato, ma riscoprire le fondamenta della preghiera cristiana che aiuta ogni uomo e donna e riconoscersi come figli amati.

Due proposte:
– la prima l’ha già concretizzata don Pier Giorgio Farina. una casa per i poveri in ogni parrocchia o in ogni zona pastorale, per testimoniare una disponibilità all’accoglienza dignitosa. Altre scelte possono essere fatte in questa prospettiva che pone al centro l’annuncio del valore di ogni persona vista con lo sguardo di Dio e non con criteri economici; nell’incontro con il fratello e la sorella che domanda aiuto nel bisogno, possiamo scoprire quel volto del Cristo vivente che si rivela a noi, ci manifesta la sua presenza viva e chiede di essere seguito e servito nella persona dei poveri.

– la seconda non è emersa, ma sarebbe significativo che in diverse zone della diocesi si costituissero delle scuole di preghiera adulta nel rispetto della semplice tradizione della Chiesa, che consenta ad ogni persona che lo desidera di aprire con verità il dialogo con il Signore che ancora parla al cuore dei suoi discepoli per guidarli nella via della vita.

Sono solamente due idee emerse dall’incontro con la prof.ssa Giaccardi che mi sono segnato per non disperderle e che potrebbero abbastanza facilmente trovare una via di concretezza, mettendo in gioco le persone che su questo si sentono di potersi impegnare.

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico. Formatore in seminario ed Assistente AGESCI

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