Democrazia ed efficienza

E’ grave!
Anche se in Italia non ci si scandalizza più di tanto, perché – purtroppo – ci siamo abituati, questo non diminuisce la sua gravità. Con l’operazione “Cashback” il servizio pubblico ha fallito l’ennesima prova di efficienza.
Ripeto: è grave!
Si può giustamente attribuire la colpa al governo di turno, ma è evidente a tutti che l’equazione che equipara servizio pubblico con inefficienza è consolidata.

In un paese democratico e attento al bene comune, ciò che è espressione dell’impegno diretto dello Stato e delle sue strutture, dovrebbe rappresentare il massimo dell’efficienza per tutto quanto riguarda salute, scuola, ricerca, assistenza, sostegno alla fragilità, e dovrebbe rappresentare il modello a cui tutti gli altri soggetti si riferiscono e che tutti desiderano equiparare. Ma purtroppo non è così!

Quando noi parliamo del valore della democrazia, non possiamo limitarci all’enunciazione di principi astratti o invitare alla corresponsabilità in modo moralistico (quando non in modo paternalistico). Chi vive in un sistema democratico deve vivere l’esperienza che tale sistema sia conveniente, che risponda in modo efficiente alle sue esigenze; si deve sentire custodito a fronte della sua fragilità perché il bene comune è davvero tutelato, e tutto ciò che lo riguarda personalmente viene compreso nella cura del bene comune.

Un sistema che si dice democratico, ma che dà frequentemente prova di inefficienza, o dove la percezione dei cittadini è di insicurezza e di scarsa tutela e cura da parte di chi gestisce il servizio pubblico statale, è un sistema che presenta un grave rischio di tenuta. Non si può continuamente provocare delusione, frustrazione, senso di sfiducia e poi pensare che i cittadini siano corresponsabili rispetto alla difesa del bene comune. Per questo è grave!

Quest’ultima prova di inefficienza rispetto ad un progetto promosso direttamente dal Governo del Paese per combattere l’evasione fiscale, incentivare il commercio di prossimità e venire incontro – seppure simbolicamente – alle difficoltà delle famiglie è tanto più grave quanto più esso si presenta come un’innovazione, come qualcosa che facilita, come la risposta semplice a problemi importanti. Non è ammissibile che in un progetto nuovo, in cui si investono risorse umane ed economiche si fallisca così miseramente (per l’ennesima volta).

A onor del vero occorre affermare che ci sono tanti esempi di buona efficienza nelle cose dello Stato sia nel campo della sanità, come della scuola, della pubblica amministrazione e della cura della fragilità, ma occorre riconoscere che tale efficienza non è necessariamente garantita dall’organizzazione della struttura, quanto piuttosto da persone singole che si impegnano oltre il dovuto, impiegando energie e tempo oltre il loro orario di lavoro, per consentire alle cose di funzionare a beneficio di tutti.
Dobbiamo ringraziare molto queste persone; esse ci portano la testimonianza che un sistema funziona solo se le persone si coinvolgono personalmente e fanno del loro meglio perché il servizio risulti davvero efficiente.
Mi piacerebbe che l’impegno di queste persone fosse riconosciuto, non tanto in termini economici, ma come un contributo essenziale al bene comune, che esse rappresentino non l’eccezione, ma il modello che consente a ciò che è pubblico e statale di essere davvero un servizio efficiente per tutti. 

Allora anche la nostra democrazia sarà un po’ più al sicuro.

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico. Formatore in seminario ed Assistente AGESCI

One thought on “Democrazia ed efficienza

  1. Anche io ammetto che la vera democrazia arriva quando perviene sul tavolo della gente. Quando, per esempio, ci siamo accorti che una telefonata di computer ci faceva sapere se l’esito del tampone era stato positivo o negativo , allora abbiamo capito che la sanità funzionava [Tanto per ridere: di solito la parola ” negativo” indica che è accaduto un evento dannoso; qui invece, ironia della sorte, quando senti che il tuo esito del tampone è ” negativo” tu devi tirare un sospiro di sollievo. Quidquid recipitur……….. ] Tuttavia io credo che lo spazio per la iniziativa complementare debba esserci e restare molto significativa. La Inghilterra di BP era certamente in auge assoluta eppure egli si è accorto che , per aiutare una persona anziana ad attraversare la strada, bisognava fare ricorso a dei volontari vestiti da cretini come i suoi scouts. Tanti auguri!- D.Romano

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