Vinci il male con il bene

A qualcuno potrà sembrare un’ingenuità questa affermazione di san Paolo che chiude il capitolo 12 della lettera ai Romani. Eppure sono queste le parole che papa Francesco ha rivolto ai cattolici francesi, unendo la sua preghiera per le vittime, per le loro famiglie e per tutta la comunità colpita da una violenza cieca e blasfema.

Questa parola, che ci è arrivata tramite san Paolo ed è riecheggiata dalla voce di papa Francesco, ci dice qual è il modo originale in cui i cristiani si pongono di fronte al male e alla violenza, soprattutto quando la subiscono.
Ma qual è il bene che vince il male, che lo disarma, che lo rende perdente? Qual è il volto concreto del bene che i cristiani portano nel mondo per vincere il male?

Prima di tutto vorrei ricordare a me stesso che il male va combattuto, mai tollerato. Il male e non le persone che agiscono male. Il male va denunciato perché deve essere riconosciuto come mortifero nei confronti dell’uomo e blasfemo verso Dio. E’ stato detto quasi due anni fa nel documento sulla Fratellanza Universale firmato ad Abu Dhabi, ed è bene riaffermarlo: nessuno può affermare di usare la violenza in nome di Dio!

Ma oltre la denuncia, il male va vinto. Come?
Il bene che vince il male è la giustizia che riconosce e rispetta e valorizza i diritti inalienabili di ogni uomo. Lì dove non c’è giustizia, il male cova ed esplode.
Il bene che vince il male è l’accoglienza e la condivisione. Quando mi faccio carico di un bisogno concreto, quando non rimango indifferente rispetto alle necessità di un fratello, di una sorella, di una famiglia, disinnesco la rabbia che nasce dal percepire di essere vittime dell’indifferenza.
Il bene che vince il male è la fraternità che nasce da uno sguardo che sa riconoscere nell’altro uno uomo come me, con gli stessi sogni, con le stesse paure, con gli stessi bisogni. La diffidenza e l’ostilità nascono sempre dallo sguardo e generano senso di rabbia e di ribellione.
Il bene che vince il male è il dialogo, la capacità di saper riconoscere il valore di quanto tu affermi e la disponibilità a spiegare e rendere comprensibile quanto è importante per me. Il dialogo disinnesca le ideologie che sono sempre matrici di violenza indipendentemente dal colore (se esistono ancora dei colori) o dalla matrice culturale e aiuta a riconoscersi reciprocamente cercatori della verità e del bene.
Il bene che vince il male è il perdono, quella straordinaria sovrabbondanza di amore che sa distinguere tra errore ed errante e, mentre condanna l’errore, diventa capace di abbracciare l’errante perché riconosce il male che quell’errore ha causato anche a chi l’ha commesso.

Ma noi siamo capaci di questo bene? Fa parte veramente della nostra vita illuminata dal Vangelo?
Qualcuno potrebbe affermare: che valore ha il bene che io compio nel mio piccolo di fronte al male del mondo? Si potrebbe rispondere che in una stanza completamente buia anche la luce di una singola candela fa la differenza. Ognuno di noi è chiamato a fare quello che gli è possibile fare. Insieme, poi, possiamo aiutarci e unire il nostro impegno per il bene, dandogli maggiore visibilità. Il bene, in ogni caso, non va mai perduto e, come diceva il Talmud: Chi salva una vita salva il mondo intero.

Mentre ci avviciniamo alla festa di tutti i Santi, giorno in cui riascolteremo dalla bocca del Signore il vangelo delle Beatitudini (Mt 5,1-12), proviamo a chiederci se in questo tempo, con le sfide che ci troviamo ad affrontare e di fronte alle provocazioni che la storia ci offre, noi discepoli di Gesù saremo capace di pronunciare quella parola e compiere quel gesto che è capace di vincere il male con il bene. Avremo sufficiente fede e speranza per farlo? Saremo davvero testimoni di Gesù?
E se ci rammarichiamo perché, a causa delle misure dovute alle esigenze di contenimento del contagio, non potremo festeggiare queste feste come siamo abituati a fare, possiamo provare a pensare che forse è proprio questo che il Signore ci chiede in questo anno: vincere il male con il bene, come ha fatto Gesù, come hanno fatto i santi.

Per chi lo desiderasse propongo la lettura di due articoli che ho trovato molto interessanti:
Mattia Feltri; Attentato a Nizza, l’Europa non sa difendersi e perde se stessa
Andrea Riccardi; Il blasfemo omicida, i giusti credenti

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico. Formatore in seminario ed Assistente AGESCI

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