La prima pietra di un grande progetto

Matrimonio di Alessio e Elena
Collegiata di Santarcangelo – 29 agosto 2020

Is 55,6-11; Rom 12,1-2.9-21; Mt 7,21-27

Oggi siamo qui perché Alessio ed Elena hanno deciso di costruire una casa, la loro casa.
Ci hanno invitato per condividere con loro la gioia di questa decisione.
Oggi condividiamo con loro la posa della prima pietra, un momento solenne che chiede di essere celebrato come l’inizio di qualcosa di nuovo che prima non c’era e che oggi prende l’avvio.

Conoscendo bene Alessio ed Elena nessuno di noi può pensare che questa decisione sia stata improvvisata; se oggi posiamo la prima pietra, siamo curiosi di sapere come sarà questa casa, come l’avete pensata, qual è il progetto che guida la vostra costruzione?

Riprendendo le letture che sono state scelte da Elena ed Alessio per questa celebrazione, mi rendo interprete del progetto che hanno condiviso e, prendendo sul serio la metafora della casa, mi propongo come una guida che accompagna a visitare i vari ambienti di questa casa che loro hanno deciso di abitare.

1. Le fondamenta
Capite subito che questa visita è un po’ strana, perché nessuno visita le fondamenta di un edificio. Eppure Gesù è molto chiaro; ci dice: fate attenzione alle fondamenta, costruite la vostra casa sulla roccia. Questa è la decisione che Alessio ed Elena hanno preso: dare un fondamento solido all’edificio che abiteranno.
Sembra una cosa scontata, mentre invece è rivoluzionaria!

In questo tempo in cui si esalta la fluidità, la duttilità, la liquidità, voi avete scelto di fondare la vostra casa su qualcosa di rigido e di inamovibile.

La caratteristica della roccia, a differenza delle fondamenta di cemento armato, è che essa rappresenta un elemento già esistente, un elemento che vi precede e sul quale decidete di fondare la vostra casa.
Così, dice il Vangelo, è per la Parola di Dio. La sua caratteristica fondamentale è che ci precede e ci trascende sempre, ci fa fare fatica perché non si adatta alle nostre esigenze, ma chiede a noi di essere accolta e di modificare noi stessi per conformarci ad essa. Sembra del tutto sconveniente! Eppure, dice Gesù, è l’unica garanzia per non vivere in balia delle circostanze.

Accade, come abbiamo visto negli ultimi mesi, che eventi tempestosi si abbattano su di noi; la capacità di resistere a tali eventi dipende soprattutto dal fondamento. La promessa che Gesù vi rivolge oggi è che questo fondamento reggerà se voi siete disposti a considerarlo il punto di riferimento su cui la vostra casa è edificata.

A differenza delle altre fondamenta che rimangono sepolte sotto terra, questo fondamento rimane evidente e chiede di essere considerato quotidianamente.

2. La camera da letto: il luogo della vostra intimità di coppia
Oggi ci permettiamo di entrare anche nel luogo della vostra intimità. Siete voi che ci avete invitati.

Questo luogo è importante perché è lo spazio in cui voi vi donate l’uno all’altra e in cui il vostro amore si manifesta in tutti i suoi aspetti. È qui che comprendiamo come il vostro amore divenga un sacramento dell’amore di Dio.
San Paolo, nella seconda lettura che abbiamo ascoltato (che sarà anche il testo che leggeremo nella messa di domani) dice queste parole straordinarie: Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale (Rom 12,1).

Il vostro amore, che si manifesta nel dono reciproco di voi stessi anche nella sua dimensione corporale, diviene un culto spirituale, una lode a Dio, un sacrificio a lui gradito. Ecco il mistero dell’amore cristiano che si esprime nella relazione coniugale e che voi avete scelto di vivere accogliendo questa parola del Signore. L’amore è dono di sé stessi a imitazione del dono che Gesù ha fatto di sé stesso.

Questa è una dimensione delicata; è facile dirla a parole, fare un’omelia, scriverci un libro o una canzone; ma viverla nella quotidianità è una bella sfida; per questo essa va custodita e va curata con attenzione.

Per aiutarci, san Paolo, nello stesso testo, dice anche: “gareggiate nello stimarvi a vicenda”. L’amore è vero quando io stimo l’altro degno del dono che faccio di me stessa o di me stesso. Tale stima è espressa proprio nel luogo in cui vi esponete maggiormente l’uno all’altro, in cui vi spogliate di ogni ruolo, di ogni titolo, di ogni sovrastruttura, in cui vi mostrate anche nella vostra fragilità e imperfezione. Lì la stima è autentica e alimenta l’amore e il dono reciproco.Se non c’è questa stima tutto diviene ripetitivo e sterile.

Vi auguriamo quindi che il luogo della vostra intimità, nel quale oggi ci avete invitato, sia vissuto come il luogo in cui insieme, nel vostro amore, rendete lode a Dio e vi riconoscete sempre più degni di stima.

3. La stanza del pensiero: un luogo per il discernimento e per le scelte
È davvero particolare questa casa che avete pensato di costruire. Questa non è una stanza che si trova in molte case, eppure è un luogo importante. Voi avete compreso da tempo che non si può vivere seguendo la mentalità comune, ma che, di fronte alla realtà, occorre darsi un tempo e avere uno spazio per compiere un discernimento che ci consenta delle scelte opportune, consapevoli e coerenti con quanto noi crediamo vero e giusto.

Nelle letture che ci avete proposto, il Signore insiste su questo aspetto; il profeta Isaia, parlando a nome di Dio, ci ha ricordato con forza: i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri. (Is 55,8-9).

A noi, che ci diciamo credenti, i pensieri di Dio interessano; li reputiamo intelligenti a prescindere, capaci di aiutarci a comprendere meglio la realtà nella quale viviamo e a compiere le scelte necessarie.

Anche san Paolo, nella seconda lettura, ci diceva con chiarezza: Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. (Rom 12,2)

Anche se voi siete due bravi ragazzi, bene educati dalle vostre famiglie e dalla comunità cristiana, addirittura due capi scout, avete compreso da tempo che questo discernimento è un processo complesso, che richiede tempo e spazio.

In questa stanza del pensiero allora troveremo una Bibbia per ascoltare la Parola del Signore, troveremo una TV, un computer connesso alla rete, dei giornali e dei libri e tutto ciò che ci consente di metterci in ascolto della realtà nella quale siamo immersi e viviamo, consapevoli che prima di ogni giudizio è importante la conoscenza e la condivisione; troveremo anche alcuni documenti della Chiesa che, nel suo servizio di accompagnamento ci aiuta a decodificare quanto accade intorno a noi… per poter compiere le scelte opportune e vivere da credenti e testimoni in questo mondo.

In questa stanza – sono sicuro – ci saranno alcune sedie poste in cerchio, perché questo impegno di discernimento possa essere condiviso con gli amici e con coloro che la provvidenza di Dio pone sul nostro cammino.

4. Le stanze dell’ospitalità e della condivisione della vita
Una casa cristiana non è fatta per essere un museo, ma un luogo di accoglienza, di ospitalità e di condivisione.

La prima ospitalità che sarete chiamati a vivere è quella nei confronti dei figli che Dio vorrà donarvi e affidarvi. Essi nasceranno dal vostro amore di coppia e voi sarete chiamati a vivere al loro servizio fino a quando diventeranno adulti. Oppure saranno rigenerati nell’amore grazie alla vostra generosa accoglienza; presso di voi potranno curare le ferite di un abbandono subito o di situazioni difficili vissute nella famiglia di provenienza e potranno ricuperare la fiducia necessaria per affrontare con coraggio e speranza la loro vita.

C’è poi l’ospitalità degli amici con i quali si condivide il cammino; l’amicizia chiede di essere alimentata nella reciproca ospitalità che, di volta in volta, saprà condividere momenti di gioia e momenti più difficili.

C’è infine l’ospitalità di coloro che il Signore pone sul nostro cammino: è quella verso i vostri vicini di casa, verso le persone che provvidenzialmente incontrerete e scoprirete che hanno bisogno di trovare presso di voi un po’ di ristoro, verso le persone in difficoltà con le quali vi troverete a condividere semplicemente quanto la provvidenza di Dio ha messo a vostra disposizione.

Tutte queste ospitalità saranno un po’ faticose, renderanno la vostra casa un po’ disordinata, ma saranno la garanzia di custodirla come un luogo ossigenato con aria buona, un luogo in cui la vita circola e in cui vi troverete a fare i conti con una provvidenza che sempre ci dona più di quanto ci domanda.

Carissimi Alessio ed Elena, per oggi la visita del progetto della vostra casa si ferma qui.

Sarete voi, nel tempo che verrà, a mostrarci come questa casa ha preso corpo, come avrete dato seguito a quanto ora è un progetto, come avrete modificato alcune cose perché avete compreso meglio come volete abitare la vostra casa, …

Molte delle persone che oggi sono qui a festeggiare con voi le troverete disponibili per aiutarvi a costruire, a traslocare cose, a modificare quanto scoprirete importante per voi e per la vostra famiglia: non pensate di dover fare tutto da soli.

Un po’ provocatoriamente, vi auguriamo che questo non sia il giorno più bello della vostra vita. Se fosse così, sarebbe davvero triste e per molto tempo vi attenderebbe solamente qualcosa di meno.

In questo giorno bello, invece, vi auguriamo nel nome del Signore che ogni giorno possa essere più bello del precedente, perché la promessa di Dio, la roccia sulla quale oggi voi posate la prima pietra della vostra casa, possa realizzarsi in voi e nella famiglia a cui oggi date inizio; perché possiate abitare questa casa sicuri dalle intemperie e pronti a diffondere intorno a voi la gioia che riempie la vostra casa.

Carissimi Alessio ed Elena, il Signore vi benedica in tutti i giorni della vostra vita e la pace del Signore regni nella vostra casa.

Amen!

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico. Formatore in seminario ed Assistente AGESCI

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