Prestigioso?

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La giornata di ieri è stata ricca di messaggi, commenti e riflessioni inerenti alla mia chiamata al servizio del Seminario Regionale. Grazie a tutti!

Una delle parole che sono ritornate più frequentemente è l’aggettivo “prestigioso” riferito all’incarico di Rettore del Seminario Regionale. Un giornale locale ha addirittura utilizzato l’espressione “il successo di don Turchini“.
Sono molto in imbarazzo e in difficoltà.
Voglio schiantarla subito (come si dice da noi)!

Ringrazio sinceramente tutte le persone che – con affetto – si sono riferite a me pensando che fossi chiamato a qualcosa di prestigioso o che tale chiamata fosse da leggere come una meritevole progressione di carriera… Riconosco l’intenzione che avete voluto esprimere. Grazie davvero per il vostro affetto!

Mi permetto, però di invitare me stesso, e tutti i credenti, a rimanere sul Vangelo, unico vero criterio che deve guidare la nostra vita.
I discepoli di Gesù, ad imitazione del loro Maestro, non sono alla ricerca di onori e prestigio, ma vivono in questo mondo mettendosi al servizio gli uni degli altri. Dice sempre il nostro Vescovo che l’unico vero onore che tutti noi cristiani abbiamo ricevuto è nel nostro Battesimo, quello che ci ha costituiti figli di Dio, partecipi della vita divina. Sottoscrivo totalmente questa frase del vescovo Francesco. 

Ho accolto questa chiamata non come qualcosa che avrebbe dato prestigio alla mia persona o come un riconoscimento per le mie capacità, ma come un servizio al cammino formativo dei seminaristi che sono a Bologna e alle Diocesi a cui appartengono.

In una lettera che ieri sera ho inviato alla comunità del Seminario Regionale, ho ricordato che vorrei vivere questo incarico che mi è stato affidato mettendomi alla scuola di san Barnaba apostolo (la cui memoria ricorre il prossimo 11 giugno), una figura del Nuovo Testamento che mi piace moltissimo.
Riporto le parole che ho scritto ai seminaristi:

Barnaba era uomo giusto e virtuoso, capace di discernere i segni dello Spirito che agiva nella comunità anche fuori dagli schemi già noti. Barnaba è stato il formatore di Paolo, colui che lo ha introdotto nella missione ad Antiochia e lo ha accompagnato nel primo viaggio missionario. Infine Barnaba ha saputo ritirarsi in buon ordine quando ha compreso che sarebbe stato Paolo a condurre innanzi la missione che avevano iniziato insieme. Tutto di Barnaba mi affascina e mi sollecita a pensare che proprio questo vorrebbe essere lo stile con cui inizio questo nuovo servizio presso il Seminario Regionale.

Nessuno prestigio e nessun onore, ma solo un servizio che mi è stato chiesto e che, condividendo le competenze che ho maturato negli anni del mio ministero presbiterale, cercherò di svolgere al meglio delle mie capacità, confidando nell’aiuto di Dio e nel sostegno della Chiesa.

Vi lascio questo bellissimo canto del Gen Verde che mi ha sempre molto aiutato a ritornare al Vangelo.

Grazie ancora a tutti per l’affetto, il sostegno e l’impegno di preghiera.

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico. Formatore in seminario ed Assistente AGESCI

2 pensieri riguardo “Prestigioso?

  1. Davvero bella la figura di Barnaba, anche a me piace molto… Ha una dote non comune, ma fondamentale per un formatore: non è invidioso dei talenti di Paolo, ma sa riconoscerli e metterli a frutto al momento opportuno (è lui che va a prendere Paolo a Tarso riconoscendo di aver bisogno della sua passione per fondare la comunità di Antiochia), e soprattutto sa farsi da parte quando è ora di passare il testimone… Purtroppo questa è una caratteristica che pochi hanno, in particolare chi ricopre incarichi davvero “prestigiosi”, agli occhi del mondo, si tratti di fondatori di comunità, imprenditori geniali, rettori di antiche università, cadono spesso nella trappola di non saper lasciare la “poltrona” per tempo o di non sapersi scegliere un successore all’altezza…e così la loro creatura muore con loro! Ma tu stai dimostrando di non essere così, sentendoti chiamato a servire il Signore dovunque Lui voglia, e ti auguro di saper insegnare questa qualità ai giovani preti che seguirai… Che imparino a collaborare fra loro senza invidia, a circondarsi di validi collaboratori anche laici, a non accentrare tutto su di sé, e quando sarà ora, anche a lasciare l’incarico ricevuto, come “servi inutili” che hanno fatto quello che dovevano! Grazie per tutto quello che ci hai dato in questi quattro anni, Andrea, e per quello che ci lasci in eredità! Spero che sapremo metterlo a frutto!

  2. Grazie don Andrea
    Ti accompagnamo ovunque tu vada , come sempre. “Il più grande è colui che serve. Chi ama serve”.

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