Un “Padre nostro” nel giorno dell’ “Ave Maria”

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Ci sono molti motivi che mi portano a ritenere straordinaria la testimonianza e l’insegnamento di papa Francesco. Egli è capace di riportarci continuamente al Vangelo come criterio di giudizio per la realtà. Per questo risulta spesso così spiazzante, fuori dagli schemi della mentalità comune, capace di mettere quel po’ di pepe in situazioni che, se dipendesse da noi, scorrerebbero indifferenti e senza scandalo, sia per chi vive all’interno come per chi si sente fuori dalla Chiesa.

Sono rimasto favorevolmente colpito e stupito dall’invito che ieri – durante l’Angelus – ha rivolto a tutta la Chiesa del mondo. Mercoledì prossimo, 25 marzo, solennità dell’Annunciazione, alle ore 12, ci uniremo nella recita della preghiera di Gesù: il “Padre nostro”.
Questo invito del Papa rappresenta una straordinaria provocazione sulla preghiera: nel giorno dell’Annunciazione, nel “giorno dell’Ave Maria“, il Papa ci riporta alla preghiera di Gesù, che non è una preghiera da recitare tra le tante e insieme alle tante, ma la via per imparare a pregare e vivere la nostra preghiera in comunione con Cristo.

In questo tempo della mia vita, da molti mesi, ho riscoperto la profondità e il valore del “Padre nostro” come via per la mia preghiera.
E’ un testo semplice, che ci apre ad una profondità straordinaria e ci chiede di affidarci totalmente – nella fede – a quel Padre che sa di cosa abbiamo bisogno prima ancora che glielo chiediamo, perché “ha cura di noi” (Cfr 1Pt 5).
Attraverso quelle parole, Gesù ci conduce a domandare al Padre ciò che Lui è disposto a darci, ed è straordinario che nella nostra preghiera possiamo fare questa esperienza di compimento.
Il Signore nel Vangelo ci dice che domandiamo male quello che chiediamo a Dio (Mt 7,7-14; Gc 4,3). Nel Padre nostro abbiamo la possibilità di invocare ciò che Dio è già pronto a donarci e, chiedendolo, ci rendiamo conto di ciò che – secondo Dio – è veramente necessario per noi.

Grazie papa Francesco per questa opportunità.
La Vergine Madre, prima discepola del suo Figlio, che mercoledì contempliamo come la Vergine Annunziata, si unirà volentieri a questa nostra grande preghiera; Lei che ha saputo accogliere con grande libertà e fiducia quella parola che si è fatta carne nel suo grembo, compiendo la volontà del Padre.

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico. Formatore in seminario ed Assistente AGESCI

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