La santità della vita incompiuta

sabattini_800_2376059_2647200
Sandra Sabattini che sarà beatificata il prossimo 14 giugno 2020

La santità giovanile è materia strana. Talvolta possiamo riconoscerne i tratti nelle biografie dei santi divenuti poi adulti, ma resta sempre in ombra rispetto alle opere compiute nella maturità. Se ad un certo punto un’esistenza umana risplende luminosa, siamo portati a lasciare all’oscuro ciò che era accaduto prima.
Perché possa emergere una santità giovanile occorre, purtroppo, uno strappo precoce e un brutale addio alla vita quando questa è ancora nel fiore degli anni. La santità dei giovani – a partire da quella del trentenne Gesù di Nazareth – è contrassegnata da questa frattura radicale. È la negazione del compimento dell’esistenza nel suo lento dispiegarsi, nel suo costruirsi giorno per giorno alla ricerca di una identità propria. È l’interruzione dei progetti, lo sbarramento di un cammino, l’annientamento
di una costruzione appena abbozzata.
La vita dei santi giovani è un’opera incompiuta, monca, che non vedrà la pienezza. Certo, possiamo riconoscerle il fascino degli slanci primaverili, l’ardore delle passioni adolescenziali, la leggerezza spensierata e la candida innocenza che lo scorrere del tempo spazzeranno via. Ma non possiamo soppesarla con l’ammirazione per le opere realizzate, con il computo dei seguaci conquistati o per l’impatto che ha lasciato sui libri di storia. Se la vita dei grandi santi ci affascina come una cattedrale gotica, quella dei santi giovani ci lascia intravedere a fatica qualche pietra. Non hanno realizzato nulla di grande, questi fratelli troppo presto salpati per l’altra riva. La cesta dei loro frutti è vuota e dobbiamo accontentarci del profumo dei primi fiori. La storia li ha colti ancora acerbi, relegandoli nelle fila dei periferici, e consegnandoli al novero dei perdenti.
Proprio per questo testimoniano con maggior forza che
la santità è opera di Dio e non si misura con il peso degli accadimenti. Che il nostro maestro è un Messia sconfitto, venuto a cercare chi è perduto, lasciandosi annientare fino alla morte di croce. I santi giovani ci ricordano che la santità non è la professione di chi lascia una grande impronta nella storia, ma il dono di chi si abbandona alla fiducia filiale nel Padre di Gesù. La loro vita rimasta incompiuta, brutalmente interrotta da una sorte misteriosa e ostile, ci obbliga a convertire il nostro sguardo, facendoci scorgere nelle loro sconfitte la vittoria di Cristo. «Cari giovani, sarò felice nel vedervi correre più velocemente di chi è lento e timoroso – scrive papa Francesco a conclusione della Christus vivit – e quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci » ( Cv 299).

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico ed educatore Parroco a Santarcangelo e Assistente AGESCI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

In Senegal con Don Jean Paul

Venire col cuore attraverso un gesto

Centoquarantadue

Siamo in due, ci divertiamo a condividere i pensieri e a trasformarli in parole

Il treno delle pesche

Chiacchiere di cinematografia

Parrocchia Santarcangelo

San Michele Arcangelo

COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA - Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION - A missionary look on the life of the world and the church

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: