Te Deum 2019

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E’ molto antica e diffusa la tradizione che conclude l’anno con il canto del “Te Deum“, un inno solenne con il quale la Chiesa innalza a Dio il suo ringraziamento per i benefici ricevuti.
L’inno del Te Deum è molto bello: esso mette in evidenza le grandi gesta del Signore per la salvezza del mondo.
Tuttavia, sento il desiderio e anche il dovere di ringraziare Dio per quanto ha compiuto in modo specifico per me (e per le realtà ove svolgo il mio ministero) in questo anno che è trascorso.

Non sia tratta di una atto di cortesia nei confronti del Signore, ma, come affermiamo a gran voce nella liturgia, oltre che essere nostro dovere, è anche fonte di salvezza rendere grazie sempre e in ogni luogo a Dio.

Ripercorro l’anno che oggi si conclude andando a memoria, sperando di non perdermi qualcosa di importante.

– L’arrivo della famiglia Hsyan e la nascita di Luna lo scorso 9 gennaio è stato ciò che ha caratterizzato in modo forte questo anno. Collegato all’accoglienza di Abdo e famiglia, ho compiuto un viaggio in Libano, presso il campo profughi di Tel Abbas dove ho condiviso qualche giorno con i volontari della Operazione Colomba, giovani meravigliosi. Da quel viaggio è emersa l’esigenza di sostenere un progetto di accoglienza per un’altra famiglia che ha visto lo splendido coinvolgimento della comunità di san Vito. Una benedizione e un grande impegno. Grazie, Signore.

– Nel mese di febbraio abbiamo proposto il bellissimo spettacolo di Christian di Domenico, culmine di un anno pastorale dedicato all’accoglienza della disabilità; frutto di questo anno è stata la consapevolezza di avere ancora molto da fare per abbattere le barriere che rendono accessibile a tutti la parrocchia (non solo e non soprattutto le barriere architettoniche). Per questa consapevolezza, grazie, Signore.

– Dal mese di febbraio la parrocchia ha organizzato un percorso sul “Bene comune e la pace sociale nella Evangelii gaudium“, per accompagnare il confronto elettorale in vista delle elezioni europee e amministrative. E’ stata un’occasione feconda che ha visto riunirsi tante persone; da questo percorso presto ne nascerà un altro meno occasionale e più partecipato. Per ciò che è stato e per ciò che da lì nascerà, grazie, Signore.

– Il campo lavoro missionario, anche quest’anno si è confermato appuntamento straordinariamente inclusivo, capace di valorizzare l’impegno di tanti e di portare buoni frutti per i progetti proposti dai nostri missionari. Per questo straordinario movimento e per tutte le persone che si coinvolgono, grazie, Signore.

– Alla fine di Maggio abbiamo vissuto un’assemblea con la parrocchia di san Vito alla presenza del Vescovo, per procedere nel cammino di comunione e di collaborazione tra le due parrocchie e per affidarci gli uni agli altri nel percorso che ci attende. Per questo desiderio di collaborazione, per la comunione che ci aiuti a desiderare, perché ci consenti di trasformare le difficoltà in opportunità, grazie Signore.

– In questo anno abbiamo celebrato molti matrimoni di coppie della nostra comunità e molte altre coppie le abbiamo incontrate in occasione della preparazione dei matrimoni, nei percorsi organizzati e nelle celebrazioni, segno di una vivacità e di una fecondità che sorprende e stupisce. Per tutti questi giovani sposi, per il loro desiderio di amare accogliendo il tuo comandamento, grazie Signore.

– In questo anno ho vissuto con l’AGESCI ben 5 campi di formazione per i capi; sono stati un’ occasione per incontrare tanti giovani che si mettono in gioco per il servizio educativo, e i capi formatori, che non si sottraggono alla responsabilità di far crescere altri nella competenza e nella vocazione al servizio. Per tutti i capi incontrati, per le loro testimonianze di impegno, per il loro desiderio di lasciare il mondo migliore attraverso l’impegno educativo e per coloro con i quali mi hai chiamato a collaborare nella formazione, grazie Signore.

– A marzo abbiamo vissuto una bellissima assemblea dei capi dell’AGESCI della zona di Rimini, con la presenza di Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”; è stata un’occasione di incontro e di scambio fecondissimo sulla realtà della Chiesa e del nostro Paese, un momento che avevo molto desiderato. Grazie, Signore.

– Questa estate ho vissuto due bellissime routes con i due clan di Santarcangelo; sono stati momenti forti di coesione nella comunità e di esperienze straordinarie, capaci di portarci fuori dalle nostre routines per farci sperimentare il gusto dell’incontro con l’altro e con Dio. Per questi ragazzi e ragazze, per tutte le persone incontrate, grazie, Signore.

– Nel mese di settembre abbiamo vissuto molte feste nella parrocchia e nella zona pastorale; un mese di incontri e di momenti gioiosi per ripartire con il piede giusto nel nostro anno pastorale. Perché siamo ancora capaci di festeggiare, perché non ci appiattiamo sul fare, grazie Signore.

– Ad ottobre il MASCI e la parrocchia hanno organizzato due bellissimi incontri presso l’Istituto Molari sul documento di Abu Dhabi, con la presenza di Asmae Dachan e di Rosanna Virgili. E’ stata l’occasione per ritornare a quell’evento storico, profezia di un mondo diverso, di un mondo desiderato. Perché ci dai il gusto della fraternità e perché ci poni innanzi uomini e donne che non si rassegnano alla logica della violenza e della contrapposizione, ma che hanno il coraggio di desiderare e di attuare vie di pace e di fraternità, grazie, Signore.

– Per gli incontri vissuti nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari, grazie alla disponibilità delle insegnanti di religione: è stata un’occasione straordinaria per incontrare i bambini in un luogo molto importante della loro quotidianità. Grazie per la fantasia che ci doni per inventare nuove vie per l’incontro; grazie per l’accoglienza sperimentata dagli insegnanti, per l’ascolto attento dei bambini, per i frutti di amicizia. Grazie, Signore.

Oltre a tutto questo, non è mancato il bello dell’ordinario, degli incontri vissuti nella quotidianità e in quelli organizzati per la formazione; gli incontri con i genitori; le celebrazioni con i bambini e i ragazzi; … tutto l’ordinario che è risultato straordinariamente fecondo, perché il Signore è grande e la sua misericordia non ha confini.

Grazie Signore perché non ti sei stancato di noi e continui ad agire in mezzo a noi facendoci sperimentare la fecondità del Vangelo e la ricchezza della testimonianza della vita cristiana. Grazie perché ci poni gli uni accanto agli altri per sostenerci e donarci la forza per continuare a sperare.
Certo, non sono mancate le difficoltà, le fatiche, le tensioni, le incomprensioni, le incoerenze, il peccato, … ma più grande è il tuo amore e la tua grazia.
Per questo, alla fine di questo anno, voglio dirti con semplicità il mio grazie.

Posso iniziare con fiducia il nuovo anno perché tu sei un Dio fedele e, come ci hai accompagnato in questo tempo appena trascorso, non farai mancare la tua presenza accanto a noi nel tempo che ci prepariamo a vivere, tu che hai promesso di essere con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
Concedici Signore di poter riconoscere la tua presenza, di benedirti e ringraziarti sempre e in ogni luogo, perché è davvero cosa buona e giusta!

Te Deum laudamus…

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico. Formatore in seminario ed Assistente AGESCI

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