L’acqua viva nella Bibbia

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Intervento proposto alla Biblioteca Baldini di Santarcangelo il 25 ottobre 2019

L’acqua, oltre che elemento naturale fondamentale, rappresenta uno dei simboli vitali comuni a tutte le religioni.
La Bibbia, però, riguardo l’acqua, anche nella sua valenza simbolica, mantiene un approccio ambivalente: essa è segno di vita e fecondità quando è acqua sorgiva; è segno di morte e di caos quando la si ritrova in ampie distese come nel mare o nei laghi.

Partiamo dal principio
Secondo la narrazione biblica in principio le acque coprivano la terra e lo Spirito di Dio, unica forma vivente, vi aleggiava sopra. Questa acque diffuse sono il caos primordiale che chiede di essere ordinato.

Nei primi giorni della creazione Dio dà un ordine alla acque ed impone dei confini: attraverso il firmamento divide le acqua che sono sopra (le acque piovane) dalle acque che sono sotto il firmamento; successivamente dividerà le grandi distese d’acqua dalla terra ferma ponendo alle acque dei confini ben definiti a sicurezza per l’uomo (Pr 8,29).

L’acqua simbolo di morte
Non sono pochi i testi della Bibbia in cui l’acqua è simbolo di morte. Due sono i più famosi:

  • Il racconto del diluvio come grande reset della creazione corrotta dal peccato dell’uomo (Gen 6-9).
  • Il racconto del passaggio del Mar Rosso, passaggio per la libertà per Israele, ma luogo di morte per gli Egiziani che, nella loro arroganza, non hanno riconosciuto il volere dell’Onnipotente (Es 14-15).

In ambedue questi racconti esiste una situazione grave di ribellione nei confronti di Dio che chiede di esser purificata. Il mare, la distesa dell’acqua, diviene luogo di morte per molti e il passaggio ad una nuova vita per pochi. In ambedue i casi possiamo parlare di un nuovo inizio che passa attraverso l’acqua e la sua potenza di morte.

L’acqua simbolo di vita
Sono molto più numerosi i testi biblici che ci parlano dell’acqua come simbolo di vita e di fecondità. In questo caso – come accennato – l’acqua si presenta nella sua forma sorgiva.

  • L’acqua che scaturisce dalla roccia durante il cammino nel deserto è un segno immediato di possibilità di vita lì dove ci poteva essere solamente morte (Cfr. Es 17).
  • Ma soprattutto nella letteratura sapienziale e profetica il segno di quest’acqua sorgente di vita ritorna più volte: Sal 1,3; Ger 2,9; Ez 47. In tutti questi testi l’acqua sorgiva ha una potenza di fecondità che supera ogni difficoltà e ogni minaccia di morte.

Gesù e l’acqua viva
Nel Vangelo, soprattutto nel Vangelo secondo Giovanni molto più ricco sul piano simbolico, Gesù si attribuisce il simbolo dell’acqua viva sorgente di vita nuova.

  • Nel dialogo con la Samaritana, al cap. 4, questo tema suscita la curiosità della donna di Samaria avvicinatasi a Gesù con sospetto e pregiudizio. Gesù afferma di essere lui la sorgente di acqua viva che toglie ogni sete.
  • Due guarigioni importanti avvengono intorno a due piscine di acqua sorgiva presenti a Gerusalemme (la piscina di Betzaetà e quella di Siloe). Presso queste piscine Gesù associa o sostituisce il suo intervento terapeutico al valore terapeutico dell’acqua (Gv 5 e Gv 9).
  • Ma è soprattutto in altri due testi che Gesù si fa sorgente di acqua viva: il primo in una dichiarazione molto potente di tono profetico al cap. 7,37-39 di Giovanni:

Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: “Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva”. Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato.

Ed il testo più famoso ed importante che è il racconto della morte di Gesù, dove Giovanni introduce un particolare che solo lui racconta.

Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. (Gv 19,33-35)

Questo segno riportato dall’evangelista Giovanni e così fortemente sottolineato, segna il legame tra il battesimo e la Pasqua di Gesù. Quell’acqua e quel sangue che scaturiscono dal fianco di Cristo morto sulla croce, sono il segno dei due sacramenti più importanti della vita della Chiesa (battesimo ed eucaristia), sorgente di una nuova umanità che nasce dalla Pasqua di Cristo.

L’acqua viva del Battesimo – passaggio dalla morte alla vita
Nella Chiesa se si parla dell’acqua si fa sempre riferimento al Battesimo.
Esso racchiude in sé tutti i significati biblici dell’acqua così come li abbiamo visti nella Sacra Scrittura e rimanda ad una nuova creazione che Dio realizza a partire dalla Pasqua di Gesù. Si potrebbe dire molto, ma tutto è ben sintetizzato in un testo che la Chiesa usa per benedire l’acqua nella notte di Pasqua, prima del battesimo dei catecumeni.

O Dio, per mezzo dei segni sacramentali,
tu operi con invisibile potenza
le meraviglie della salvezza;
e in molti modi, attraverso i tempi,
hai preparato l’acqua, tua creatura,
ad essere segno del Battesimo.

Fin dalle origini il tuo Spirito si librava sulle acque
perché contenessero in germe la forza di santificare;
e anche nel diluvio hai prefigurato il Battesimo, perché, oggi come allora,
l’acqua segnasse la fine del peccato
e l’inizio della vita nuova.

Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo,
facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso,
perché fossero immagine del futuro popolo dei battezzati.

Infine, nella pienezza dei tempi,
il tuo Figlio, battezzato da Giovanni
nell’acqua del Giordano,
fu consacrato dallo Spirito Santo;
innalzato sulla croce,
egli versò dal suo fianco sangue e acqua,
e dopo la sua risurrezione comandò ai discepoli:
«Andate, annunziate il Vangelo a tutti i popoli, e battezzateli nel nome del Padre
e del Figlio e dello Spirito Santo».

Ora, Padre,
guarda con amore la tua Chiesa
e fa’ scaturire per lei la sorgente del Battesimo.
Infondi in quest’acqua,
per opera dello Spirito Santo,
la grazia del tuo unico Figlio,
perché con il sacramento del Battesimo
l’uomo, fatto a tua immagine,
sia lavato dalla macchia del peccato,
e dall’acqua e dallo Spirito Santo
rinasca come nuova creatura.

Discenda, Padre, in quest’acqua,
per opera del tuo Figlio,
la potenza dello Spirito Santo,
perché tutti coloro
che in essa riceveranno il Battesimo,
sepolti insieme con Cristo nella morte,
con lui risorgano alla vita immortale.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

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