Una luce per la Siria /2

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Un momento semplice e non strutturato.
Il segno semplice di una candela accesa.
Lo stare insieme dando ad ognuno la possibilità di esprimere e condividere ciò che vive di fronte al dramma della guerra che ancora una volta insanguina il mondo in modo evidente; e poi il desiderio di pace; il non cedere alla rassegnazione di fronte all’apparente ineluttabilità degli eventi, alla logica bieca degli interessi di qualcuno più forte che soverchia il piccolo e il debole…

Diverse persone sono intervenute: persone impegnate nelle istituzioni e nelle associazioni o semplici cittadini: ad ognuno è stata data la possibilità di esprimersi.
Chi è intervenuto si è preso il tempo di cui aveva bisogno per dire il suo pensiero.

Moltissime delle cose dette sono state molto interessanti.
Io ne ho portate a casa tre:

– di fronte alla grandezza dei problemi, non possiamo dimenticare il valore dei gesti semplici, quelli che ci rendono uomini e donne, quelli che ci riportano a ciò che è essenziale e importante; molti mi hanno detto grazie per questa proposta; anche io ho detto grazie perché è stata accolta da molti… eppure era semplice.
Forse è sempre semplice… me lo devo ricordare!

– non possiamo pensare che un gesto sia sufficiente; esso ha valore se innesca un processo che ci porta, da domani, a parlare delle cose che sentiamo vere lì dove viviamo e lavoriamo; infatti non è sufficiente confrontarsi tra persone che la pensano nello stesso modo; occorre darsi la possibilità (oggi ritenuta molto coraggiosa, quasi incosciente) di parlare e confrontarsi con semplicità anche con chi non la pensa come me/noi: solo allora qualcosa può cambiare.
– la cose che accadono, quelle di cui sentiamo notizia nei telegiornali o sui social media non accadono per caso o per la follia di qualcuno; sono il risultato della strategia disumana di chi considera alcuni obiettivi economici, politici, ideologici più importanti della dignità delle persone. Quando le persone vengono uccise impunemente, usate come scudi umani, usate come strumento di minaccia verso altre  persone o addirittura stati, tutto questo non accade per caso o per la follia di qualcuno. Questa logica perversa e omicida, che porta qualcuno ad arrivare ad uccidere altri uomini e donne, è una logica presente anche dentro di me/noi, perché ognuno rischia di esserne infettato.
E’ necessario aiutarsi per custodire sana la nostra coscienza, nel rispetto dell’altro come persona, nel rispetto dei suoi diritti, nel rispetto della legalità, senza indulgere in deroghe dettate dalla necessità o dall’interesse personale. Anche così si costruisce la pace e si contrasta la logica della guerra.

Quello che tu puoi fare è solo una goccia nell’oceano, ma è ciò che da significato alla tua vita! (Madre Teresa di Calcutta). Vale sempre!

2 Risposte

  1. Stavolta Andrea ti dico anche io solo GRAZIE! E’ stato un momento bello ed importante, che spero abbia avvicinato la PACE almeno di un passo…sicuramente ci ha avvicinati come PERSONE! Per il resto hai scritto tutto tu perfettamente come sempre… PACE in Siria! PACE per i Siriani! PACE nel mondo! Lavoriamo tutti per questo…ed il mondo cambierà!! “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!” Gandhi

  2. Grazie don Andrea per questa proposta, che sollecita tutta la Chiesa riminese. Spero che oggi, domenica, nella preghiera dei fedeli si faccia esplicito riferimento al dramma del popolo curdo.

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