La via della luce

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Molti di noi hanno l’impressione di vivere in tempi tenebrosi.
Alcuni attribuiscono alle circostanze o a scelte di altri l’effetto del buio da cui si sentono circondati. Altri, invece, sono consapevoli che buona parte del buio è dentro di noi e che occorre un cammino di rinnovata adesione al Vangelo per illuminare la nostra vita.
Barnaba è l’autore di un’antichissima lettera molto diffusa nella comunità cristiana antica, tanto che verso la fine del II secolo era già stata tradotta in latino, e, per qualcuno, poteva essere considerata parte degli scritti del Nuovo Testamento.
Questa mattina, nella preghiera, ho incontrato un brano di questa antichissima lettera che mi è stato utile per riflettere su di me, sulle mie scelte, sulla mia adesione al Vangelo.
Questo testo, molto concreto nella sue traduzioni esistenziali e morali, credo sia utile a tutti coloro che, aderendo al Vangelo, hanno scelto di percorrere la via della luce e non si accontentano di proclamare i valori in cui credono, ma sono impegnati ad incarnarli nelle scelte concrete della loro vita. Barnaba, con il suo linguaggio netto, ci aiuta a compiere un bell’esame di coscienza e a riconfermare il desiderio di camminare nella luce.

C’è una via che è quella della luce.
Se qualcuno desidera percorrerla e arrivare fino alla mèta lo faccia, operando attivamente. Le indicazioni per trovarla e seguire questa via sono le seguenti.
Amerai colui che ti ha creato e temerai colui che ti ha plasmato.
Glorificherai colui che ti ha redento dalla morte.
Sarai semplice di cuore, ma ricco nello spirito.
Non ti unirai a quelli che camminano nella via della morte.
Odierai qualunque cosa dispiaccia a Dio. Disprezzerai ogni ipocrisia.
Non abbandonerai i comandamenti del Signore.
Non esalterai te stesso, ma sarai umile in tutte le cose.
Non ti attribuirai gloria.
Non tramerai contro il tuo prossimo.
Non ammetterai sentimenti di orgoglio nel tuo cuore.
Amerai il tuo prossimo più della tua vita.
Non procurerai aborto e non ucciderai il bimbo dopo la sua nascita.
Non ti disinteresserai di tuo figlio e di tua figlia, ma insegnerai loro il timore di Dio fin dalla fanciullezza.
Non bramerai i beni del tuo prossimo, né sarai avaro.
Non ti unirai ai superbi, ma frequenterai le persone umili e giuste.
Qualunque cosa ti accada, la prenderai in bene, sapendo che nulla avviene che Dio non voglia.
Non sarai volubile nel pensare né userai duplicità nel parlare; la lingua doppia infatti è un laccio di morte.
Metterai in comune con il tuo prossimo tutto quello che hai e nulla chiamerai tua proprietà; infatti se siete compartecipi dei beni incorruttibili, quanto più dovete esserlo in ciò che si corrompe?
Non sarai precipitoso nel parlare; la lingua infatti è un laccio di morte.
Usa il massimo impegno per mantenerti casto. Lo esige il bene della tua anima.
Non stendere la tua mano per prendere e non ritirarla invece nel dare.
Amerai come la pupilla dei tuoi occhi chiunque ti dirà la parola del Signore.
Giorno e notte richiamerai alla tua memoria il giudizio finale e ricercherai ogni giorno la compagnia dei santi, sia quando ti affanni a parlare e ti accingi a esortare e mediti come possa salvare un’anima per mezzo della parola, sia quando lavori con le tue mani per espiare i tuoi peccati.
Non esiterai nel dare, né darai il tuo dono in modo offensivo. Sai bene chi è che retribuisce la giusta mercede.
Custodirai intatto il deposito, che ti è stato affidato, senza sottrazioni o manipolazioni di sorta.
Odierai sempre il male.
Giudicherai con giustizia.
Non farai nascere dissidi, ma piuttosto ricondurrai la pace, mettendo d’accordo i contendenti.
Confesserai i tuoi peccati.
Non ti accingerai alla preghiera con una coscienza cattiva.
Ecco in che cosa consiste la via della luce.

Cap. 19, 1-3. 5-6. 8-12
Liturgia delle Ore, vol. IV, pp. 55-56

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