Un sogno per l’Europa

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Senza un’Europa unita il vero rischio è l’irrilevanza dei paesi nazionali: in un mondo globalizzato, per noi, non esiste alternativa! 
Sinteticamente è questo il messaggio che il prof. Romano Prodi ha lanciato ieri sera alla folta assemblea che lo ascoltava.
All’evento organizzato dal Progetto Culturale della Diocesi di Rimini hanno risposto in tanti. La sala del Centro Tarkovskij era gremita di persone di tutte le età. Per fortuna anche molti giovani.

Quella di Romano Prodi è stata soprattutto una testimonianza.
In un dialogo serrato con Giorgio Tonelli, ci ha raccontato dei tempi in cui è stato presidente delle Commissione Europea e dei tanti incontri che si sono tenuti a livello internazionale per costruire quell’Unione Europea che rappresentava il sogno di coloro che uscivano dalle macerie della seconda Guerra Mondiale. Certo non tutto è andato secondo i progetti. Molto di più si poteva fare.

Dalla sua lunga esperienza Romano Prodi non si è limitato a raccontare dei tempi passanti, ma ha voluto condividere un sogno sull’Unione Europea che sarà (o che dovrebbe essere).
Un’Unione Europea che sia capace di un reale governo unitario, con un presidente di Commissione eletto dai cittadini d’Europa, investito di un’autorità in grado portare avanti le decisioni a maggioranza assunte in sede di Consiglio Europeo. L’unanimità del consenso richiesto oggi, fa prevalere gli interessi nazionali su quelli comuni. Così non si gestisce neppure un condominio; figuriamoci una unione di stati.
Un’Unione Europea che concluda il processo di ammissione di tutti i paesi dell’Europa ,per consolidare e dare unità geografica all’Unione: non ha senso che alcuni paesi del Balcani siano ancora esclusi; non sono loro le realtà che possono aggravare le problematiche dell’Europa.
Un’Unione Europea che ci proponga un progetto di welfare condiviso su scuola, salute e diritto alla casa. L’Europa è portatrice nel mondo di una tradizione culturale di protezione della persona e dei suoi diritti; non c’è nessuna altra realtà al mondo che è erede di questa cultura. Occorre però una politica che traduca in pratica questi principi e li renda fruibili per tutti i cittadini dell’Unione. 
Un’Unione Europea che proponga una politica estera unitaria e che si superi la logica di interesse dei singoli stati nazionali nelle varie aree geografiche (vedi situazione della Libia). Tale politica estera deve essere sostenuta anche da un sistema di difesa unico, che intervenga per sostenere tale politica; non ci interessa fare dell’Europa una potenza militare, ma è necessario avere una forza che intervenga a nome dell’Europa unita lì dove è necessario difendere i diritti delle persone.

Le sfide non mancano oggi e non mancheranno nel futuro: dalla questione climatica agli scenari di conflitto in varie regioni del mondo (Nord Africa, Medio Oriente, Asia, America Latina), senza parlare del confronto con i grandi colossi economici rappresentati da USA, Cina, Russia. Solamente con una Unione Europea che pensi e agisca unitariamente si può pensare di avere voce in capitolo su queste grandi questioni. 
L’alternativa è solamente l’irrilevanza.

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