Prime comunioni

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E’ sempre un bel momento quello delle prime comunioni. Per tutti!
Lo è per tutte le famiglie, anche quelle che si sentono lontane dalla vita della comunità cristiana.
Lo è per le comunità che introducono i loro bambini e bambine nella partecipazione piena alla messa, culmine e fonte della vita della Chiesa.

Certo non mancano le ambiguità e gli eccessi. Si potrebbe certamente essere più semplici, meno preoccupati dell’effimero che sempre prende un certo sopravvento …, ma tanta è la gioia per questa festa che si sente di dover fare le cose in grande.

Cosa ci insegna questa festa? Cosa possiamo cogliere di importante al di là delle belle emozioni che abbiamo condiviso?
– Ci insegna prima di tutto il valore dell’eucaristia per la nostra vita di cristiani. L’eucaristia è un dono importante che ci è stato fatto; un dono prezioso da custodire e da trasmettere. L’eucaristia, sacramento del dono che il Signore fa a noi di sé stesso, è il tesoro prezioso che siamo chiamati a condividere con tutti coloro che percorrono il cammino della fede. Ci insegna che non ci possiamo mai abituare all’eucaristia e che dobbiamo sempre e di nuovo riscoprire questo dono.
– Ci insegna che la nostra vita cristiana e la nostra vita ecclesiale non è fondata prima di tutto sulle idee, né sulle cose che facciamo, ma sul sacramento pasquale che opera in noi credenti e ci rende sempre di più figli di Dio e discepoli di Gesù. C’è un essenziale della vita cristiana che ci chiede di lasciar agire Dio nella nostra vita attraverso i sacramenti. Tutto il resto è premessa o conseguenza.

Sento di dover dire dei grazie.
Grazie a Gesù che mantiene la promessa di essere cono noi sempre e che ancora si dona perché la nostra vita possa essere trasformata dalla Pasqua.
Grazie a tutti coloro che si impegnano perché questo dono venga condiviso.
Grazie ai genitori che, nonostante le mille difficoltà e gli impegni, mantengono l’impegno che hanno assunto nel giorno del battesimo perché il dono della fede possa crescere e svilupparsi nelle loro figlie e nei loro figli.
Grazie alle catechiste, ai catechisti, agli educatori che accettano la responsabilità di essere il volto concreto di una comunità cristiana che accoglie e accompagna nel cammino della fede.
Grazie a tutta la comunità cristiana che sente l’importanza di trasmettere questo dono e di riscoprirlo grazie all’entusiasmo dei bambini e delle bambine.
Grazie infine anche a loro, i nostri bambini e bambine che, con le loro emozioni e il loro impegno, ci aiutano a valorizzare quello che talvolta potrebbe apparire come scontato e ripetitivo.

Ho due preghiere da rivolgere a Dio alla fine di questa giornata:
– prego per tutti i genitori, soprattutto per coloro che in questo percorso – e oggi in particolare – hanno sentito il Signore vicino più a loro; ci sono delle intuizioni da non lasciar sfuggire; ci sono delle occasioni da valorizzare. Il Signore passa nella nostra vita e ci chiama a compiere delle scelte che possono farci fare quel passo in avanti che da tempo abbiamo rimandato. Prego perché questa occasione possa essere colta, perché la libertà che il Signore ci lascia possa essere utilizzata per dirgli – come i discepoli di Emmaus -: “Resta con noi Signore”.
– prego per i bambini e le bambine che hanno vissuto questa bella festa perché possano essere sostenuti dalle famiglie e da tutta la comunità cristiana a far crescere questo dono che oggi hanno ricevuto; prego perché il Signore possa realizzare dei prodigi nella loro vita aiutandoli a fidarsi della proposta che il Signore è capace di rivolgere ad ognuno di loro per rendere piena la loro vita.

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