Eliminare il male

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Come si elimina il male? E’ una domanda importante a cui molti hanno cercato una risposta. Nella Legge di Israele, consegnata da Dio a Mosè, questa preoccupazione è ricorrente. Nel libro del Deuteronomio si presenta un caso che spero non si sia mai verificato nella realtà:
Se un uomo avrà un figlio testardo e ribelle che non obbedisce alla voce né di suo padre né di sua madre e, benché l’abbiano castigato, non dà loro retta, suo padre e sua madre lo prenderanno e lo condurranno dagli anziani della città, alla porta del luogo dove abita,e diranno agli anziani della città: «Questo nostro figlio è testardo e ribelle; non vuole obbedire alla nostra voce, è un ingordo e un ubriacone». Allora tutti gli uomini della sua città lo lapideranno ed egli morirà. Così estirperai da te il male, e tutto Israele lo saprà e avrà timore. (Dt 21,18-21).

Tale soluzione drastica, proprio con la preoccupazione di estirpare il male di mezzo al popolo, si attua in molte situazioni: omicidio, adulterio, spergiuro, calunnia gravemente lesiva … Tutto ciò che è male ha un’unica cura: la morte del colpevole per salvaguardare la giustizia del popolo e insegnare a tutti la retta via. La logica è quella del deterrente: se uno si accorge delle conseguenze del male, sarà accorto e camminerà sulla via del bene. Dobbiamo ammettere che raramente questa “pegagogia” ha funzionato.

Nel Vangelo di questa domenica (Gv 8,1-11) si presenta il caso di una donna sorpresa in flagrante adulterio: non ci sono dubbi sulla sua colpevolezza.
Il Deuteronomio prescriveva:  
Quando un uomo verrà trovato a giacere con una donna maritata, tutti e due dovranno morire: l’uomo che è giaciuto con la donna e la donna. Così estirperai il male da Israele. (Dt 22,22). Riguardo al testo del Vangelo per prima cosa ci sorge una domanda: dov’è l’uomo che giaceva con lei? Perché c’è solo la donna? E’ una domanda che non trova risposta e un po’ ci dice della parzialità delle persone che hanno condotto quella donna davanti a Gesù, facendo la scelta di accanirsi su colei che è più debole.

Ma la domanda più importante che sta sotto questo brano del Vangelo, quella che in modo malizioso gli uomini che interpellano Gesù pongono, è: come fai tu ad eliminare il male? Lo giustifichi o lo elimini?
Sembra che non ci possa essere altra possibilità; Gesù sembra messo all’angolo, senza scappatoia, ma è proprio da lì che Gesù apre una nuova strada che ha almeno tre passaggi:
– Gesù non agisce istintivamente, ma si prende del tempo per pensare e valutare la cosa; ogni situazione è diversa e richiede un discernimento; il male non è tutto uguale, le situazioni non sono tutte uguali… occorre fermarsi per capire.
– Gesù interviene rispetto alle sollecitazioni riportando alla verità della Legge con la famosa frase: chi è senza peccato… Come dire: tu che vuoi agire per estirpare il male che è fuori di te, cosa hai fatto per il male che è dentro di te? Come affronti quel male di cui tu sei responsabile? Mentre ti accanisci con intransigenza verso questa donna che ha peccato, cosa hai fatto per il male che è dentro di te? Come lo estirpi quel male lì?
Le persone si rendono conto che non è uccidendo quella donna che elimineranno il male e compiranno ciò che Dio chiede nella Legge. Per questo se ne vanno.
– La donna rimane accanto a Gesù che le apre una nuova possibilità generata dalla misericordia. Nessuna condiscendenza con il male, ma, attraverso la misericordia di Dio che Gesù rivela, la possibilità di una scelta diversa per estirpare il male con il bene.

Gesù è venuto per vincere il male; per farlo non sceglie la via della morte, ma della vita. Gesù assume il male su di sé per consentirci di essere rigenerati dal bene. Il perdono e la misericordia sono davvero una vittoria della vita sulla morte. Il perdono è l’unico modo di estirpare il male attraverso una rigenerazione a nuova vita.

Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti. Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all’ira divina. Sta scritto infatti: Spetta a me fare giustizia, io darò a ciascuno il suo, dice il Signore. Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, accumulerai carboni ardenti sopra il suo capo. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene. (Rom 12,17-21)

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