Mostri?

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Anche questa settimana i notiziari ci hanno riportato la notizia (l’ennesima) che un gruppo intero di insegnanti della scuola dell’infanzia ha duramente maltrattato alcuni bambini che erano stati loro affidati. Alla denuncia fatta da alcuni genitori insospettiti, sono seguite le indagini dei Carabinieri che, mediante telecamere nascoste, hanno documentato i fatti. Giustamente la magistratura ha proceduto al fermo per la tutela dei piccoli. Si vedrà poi cosa accadrà… per adesso un grande senso di tristezza mi prende.
Dentro di me mi chiedo: ma sarà possibile? Non una sola, ma un intero gruppo di insegnanti e ausiliarie che si sono fatte prendere dalla violenza contro dei bambini? Come mai accade una cosa del genere?

Io conosco diverse insegnanti della scuola dell’infanzia. Sono anche stato direttore di una scuola d’infanzia durante gli ultimi anni alla Colonnella. Mia mamma era un’insegnante di scuola dell’infanzia… Sento che c’è qualcosa che stride duramente nell’immagine spaventosa che ci viene proiettata da queste vicende.

Le maestre di scuola d’infanzia sono quanto di più vicino esista ad una mamma. Sono quelle figure educative che introducono i bambini nel mondo, quello un po’ più grande, che esiste fuori dal nido della famiglia. Sono quelle figure che ti iniziano alla socializzazione, che ti insegnano che il mondo non gira intorno a te perché ci sono anche altri, e che sono molti. Sono quelle figure educative che ti introducono alla conoscenza del reale, che ti insegnano alcune regole del vivere comune, … non sono dei mostri!

Credo che anche le maestre implicate in questa vicenda fossero così. Che abbiano scelto questo lavoro perché sentivano di poter aiutare i bambini a crescere… cosa si è rotto? Cosa è successo? Perché hanno deragliato? Perché nessuno le ha aiutate a comprendere che qualcosa non andava nel loro modo di vivere quel lavoro che all’inizio le appassionava tanto?
E’ facile sbattere il mostro in prima pagina!
E’ facile dire sono delle criminali! Ma nessuno nasce criminale…
Dobbiamo seriamente chiederci come mai un gruppo di educatrici (tutte insieme!!!) ha assunto un modo di comportarsi violento e inappropriato e perché nessuna di loro ha riconosciuto il baratro in cui stavano cadendo. Chi ha permesso che questo accadesse?

Non sarà con le telecamere che si risolverà il problema, almeno non quello delle maestre.
Oltre alla sicurezza dei bambini, per la quale occorre mettere in atto ogni precauzione, occorre anche lavorare sulla salute degli insegnanti, perché una società che non ha cura dei suoi educatori è come un uomo stupido che sega il ramo su cui è seduto.
Una società che, invece, ha a cuore i suoi educatori ed insegnanti, che li rispetta, li sostiene nel lavoro bellissimo e logorante (è così!) che sono chiamati a compiere, li remunera adeguatamente, li accompagna con verifiche sostanziali e non solo burocratiche, … è una società che davvero investe sul futuro, che non si limita a difendersi, ma che sa guardare all’orizzonte con responsabilità.

Una Risposta

  1. Mi piace molto la tua riflessione sul tema… Anche io penso che bisognerebbe fare di più per la scuola di ogni ordine e grado e in particolare per gli insegnanti a cui affidiamo i nostri bambini e giovani, cioè il nostro futuro! E invece sono malpagati, stressati, vituperati e maltrattati (soprattutto nelle scuole medie e superiori quanti casi di professori insultati dagli studenti e picchiati dai genitori? Ai miei tempi era impensabile!) E per quanto riguarda le maestre dei più piccoli, ho notato che in genere quelle coinvolte da tali fatti di cronaca hanno un’età non più verdissima…ci rendiamo conto di cosa significa correre dietro a una ventina di pargoli urlanti a sessant’anni? Per me non sono cattive…sono esaurite! Tanto e’ vero che mi risulta ci sia una proposta per inserire tale lavoro tra quelli usuranti a cui spetta per legge il pensionamento anticipato!

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