Gioia e sorpresa

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“Vi annuncio una grande gioia che sarà di tutto il popolo” (Lc 2,10)
Ma cosa c’è da gioire potrebbe domandarsi qualcuno?
In questi giorni di fine anno, diversi analisti e commentatori hanno messo in evidenza che, secondo il rapporto Censis, viviamo in un’Italia molto arrabbiata e cattiva. In effetti, guardandosi intorno e ascoltando le persone, si vedono sguardi truci e si condividono pesantezze di cuore. Come possiamo accogliere l’invito alla gioia che il Natale ci porta anche quest’anno?
Questo non è il peggior periodo che la nostra storia ha vissuto! Anche al tempo in cui è nato Gesù le cose non andavano meglio di adesso. Eppure ci sembra di essere più impermeabili alla gioia e che tale invito ci scivoli addosso. Perché?

Molte volte siamo arrabbiati perché le cose non vanno come pensiamo noi! Non è che stiamo male, che ci manchi qualcosa di essenziale, ma vorremmo che le cose fossero diverse e questo ci fa arrabbiare.
A differenza di tanti altri periodi della storia, le ultime generazioni, orgogliose del progresso tecnologico e scientifico che hanno prodotto, hanno maturato la presunzione di avere il potere di far andare le cose così come desiderano, e quando questo non accade, noi non mettiamo in discussione la nostra presunzione, ma ci arrabbiamo molto.
La nostra vita è tutta programmata, con incastri perfetti che non sopportano alcun imprevisto. Ogni imprevisto ci infastidisce e ci fa arrabbiare, perché viene ad interferire con i nostri programmi e schemi, che non possono essere messi in discussione, perché da essi dipende il nostro controllo della realtà.

Ma Dio viene nell’imprevisto e porta gioia. Dio nasce nella storia e la sua nascita è un “fuori programma” che va accolto semplicemente come un dono.
I vangeli ci testimoniano di due atteggiamenti che emergono di fronte a questo annuncio: l’accoglienza e la gioia dei pastori che nella notte si mettono in cammino verso Betlemme e sperimentano una grande gioia; il rifiuto e la rabbia di Erode che interpreta  questo annuncio come una minaccia ai suoi progetti e reagisce con violenza.

Natale è la festa della iniziativa di Dio che irrompe nella nostra storia per portare la sua presenza. A noi la possibilità di lasciarci stupire, accogliendo questa sua venuta e sperimentando la gioia che Lui è capace di infondere nelle nostre vite.
L’alternativa è  solo quella di Erode.

Ti auguro che questo Natale sia per te una bella sorpresa, quella che Dio è capace di fare in ogni tempo a coloro che lo accolgono rinunciando alla loro pretesa di essere i dominatori del mondo. Allora sarà gioia!

Buon Natale.

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico. Formatore in seminario ed Assistente AGESCI

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