Vi aspettiamo a Santarcangelo!

famiglia

Ormai contiamo le ore che ci separano dall’abbraccio con la famiglia di Sheick Abdo (nella foto scattata oggi pomeriggio in Libano).
In questi giorni Alberto Capannini, dell’Operazione Colomba, è volato in Libano per curare gli ultimi dettagli della partenza, anticipata a domani notte. Insieme con un centinaio di altre persone, partiranno da Beirut alla volta di Roma attraverso il Corridoio umanitario organizzato dalla Comunità di sant’Egidio e da altre organizzazioni che da tre anni collaborano insieme.
Venerdì, nel pomeriggio, contiamo di accogliere a Santarcangelo questa famiglia che dal 2012 vive in un campo profughi del Libano, dopo essere fuggiti dalla violenza della guerra in Siria. Come si vede dalla foto, la famiglia è composta da cinque membri (papà, mamma, nonna e due bambini; la mamma è in attesa un terzo figlio).

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Oggi ci siamo scambiati alcuni video di saluto (che purtroppo non riesco a pubblicare su questo sito); vi pubblico qui sotto la traduzione audio che Alberto mi ha inviato portando i saluti di Sheick Abdo alla nostra comunità.

Questa accoglienza è nata velocemente, dall’assemblea del 13 novembre scorso, dopo che è stato negato il visto di ingresso ad Aiman, il giovane che attendevamo da questa estate. Come è ben spiegato su Il Ponte della scorsa settimana (grazie Roberta), la situazione è mutata e ci è stato richiesto di accogliere con urgenza questa famiglia… e ancora una volta abbiamo detto sì.

Perché abbiamo detto questo nuovo si?
– perché ci è stato chiesto da persone che conosciamo e stimiamo;
– perché non è un’iniziativa partita da noi e – da credenti – vi riconosciamo una richiesta che viene da Dio;
– perché c’era una disponibilità concreta all’accoglienza che si era creata e che non si poteva disperdere;
– perché crediamo che il Signore, con questa accoglienza, cambierà la nostra vita in meglio, proprio mentre ci farà sentire la nostra inadeguatezza e la nostra incapacità di risolvere tutti i problemi;
– perché di fronte al conflitto in Siria vogliamo dire ai nostri figli che abbiamo fatto qualcosa, anche poco; che ci abbiamo provato a non rimanere indifferenti;
– perché questa famiglia in particolare, con la storia che ha vissuto e il suo particolarissimo impegno di costruzione della pace, ci aiuterà a riconoscere come possiamo anche noi impegnarci a costruire la pace.

Cosa possiamo fare concretamente?
pregare intensamente perché l’impresa è decisamente al di sopra delle nostre forze umane e perché l’incontro con la sofferenza non ci scandalizzi; questo lo possiamo fare tutti;
– dare la nostra disponibilità semplicemente, per il tempo che abbiamo e per quello che siamo capaci a fare, per aiutare questa famiglia ad introdursi nella nostra realtà cittadina (spesa quotidiana, giri burocratici, questioni sanitarie, … questioni logistiche);
contribuire economicamente a questa accoglienza, considerando che tutte le spese saranno a carico della nostra parrocchia, perché con la formula dei corridoi umanitari l’intervento dello Stato si limita a alla concessione dei documenti per l’ingresso nel nostro Paese.

Per chi avesse disponibilità di tempo e si volesse mettere a disposizione è possibile contattare Francesca (3394148592) Nicoletta (3487627588) Mara (3332579096).

Chi volesse contribuire economicamente, può farlo direttamente in segreteria parrocchiale, oppure versando sul conto dedicato a questo progetto, intestato alla Parrocchia San Michele Arcangelo  IT74Q 0538 7680 2000 0002 9519 35 .

Intanto, come Maria, ci prepariamo a dire in anticipo il nostro Magnificat, per contemplare l’opera che Dio compirà nonostante la nostra pochezza e grazie alla nostra povertà.

2 Risposte

  1. […] che ci hanno bloccato con Aiman non ci hanno demoralizzato e, come spiega bene questo articolo di don Andrea abbiamo orientato le nostre forze a favore di una famiglia intera. L’ultima settimana è […]

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