Bobbio

Bobbio è un comune di 3600 abitanti, ma è una città d’arte di primo piano. Le quattro chiese principali sono tutte bellissime e incastonate come gioielli in un borgo medievale piccolo ma veramente grazioso.

Bobbio ha tutti i pregi e tutti i difetti di una città turistica: vive più in funzione dei turisti che degli abitanti.

Oggi mi sono fermato a Bobbio per tutta la giornata. Ho passeggiato, pregato, dormito un po’, … mi sono riposato cercando di osservare questo paese e alcune persone.

Partiamo da suor Cecilia che mi ha accolto nella casa del pellegrino. In realtà è una residenza per signore anziane con qualche camera per l’accoglienza degli ospiti di passaggio. Le signore, quando ieri siamo arrivati, si sono preoccupate e mi hanno detto: ma qui ci siamo già noi… suor Cecilia gestisce la casa come un generale, pronta ad essere in ogni luogo per controllare, agire, servire. Una bella figura di suora.

La signora Posta. Ho deciso di scaricare il mio zaino ed ho spedito a casa ben 4,6 kg di materiale. Ho trovato accoglienza in tutte le tappe e quel materiale mi era inutile oltre che pesante. Ovviamente per fare il pacco mi sono dovuto arrangiare; suor Cecilia mi ha dato uno scatolone dove ho impacchettato le mie cose: era una scatola delle fette biscottate. Premetto che per me andare alla Posta è come fare un giro in Purgatorio. Hanno delle regole che difficilmente riesco a comprendere e spesso mi arrabbio. Infatti il mio pacco non andava bene… però la signora della Posta mi ha aiutato a renderlo regolare, lavorando con me per coprire le pubblicità della scatola. È stata una bella testimonianza di servizio e mi ha riconciliato con le Poste Italiane.

Il monsignore del Duomo di Bobbio. Un prete anziano, molto dignitoso e simpatico che avevo già incontrato ieri. Mentre ero alla ricerca di una messa, trovo una piccola comunità di anziani che, guidati dal monsignore, celebrano i vespri. Ho pregato con loro e stasera sono ritornato. Ho dovuto dimostrare di saper usare un libro della liturgia delle ore e, per tagliarla corta mi sono presentato. Mi ha raccontato di aver conosciuto il vescovo Biancheri e qualche aneddoto su Bobbio.

Le pie donne della messa del mattino. Su indicazione di suor Cecilia ho deciso di partecipare alla messa delle 9 presso un santuario; messa presieduta da don Aldo, il quale, come dice suor Cecilia “è bravo perché va piano”. La messa, ovviamente visto l’orario, era partecipata da parecchie pie donne, ognuna con il suo ruolo e con il suo spicchio di potere… per fortuna ho sorriso e non mi sono scandalizzato. Spero solo che certe dinamiche rimangano nascoste ai più, ma ne dubito.

San Colombano è stato il mio compagno di oggi. Con lui, accanto al suo sepolcro, ho trascorso alcune ore in una cripta gelida (incredibile).

Mi sono letto un paio di volte la sua regola così essenziale e così densa; così sapiente e così brusca. Una frase in particolare mi porto dietro da qualche ora, tratta dal capitolo sul discernimento: “il monaco deve cercare sempre ciò che basta“. Poche parole, ma ricche di Vangelo: si può ricordare il giovane ricco in Marco 10, oppure il colloquio con Marta e Maria alla fine del capitolo 10 di Luca, o l’invito a cercare prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia in Matteo 6. Sono tutti testi fondamentali del Vangelo, che Colombano ha riassunto in quella frase: cercare sempre ciò che basta.

Sono pronto a ripartire.

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