Nella terra dei grandi fiumi – prima tappa

Dopo le avventure ferroviarie sono arrivato a Pavia. Ho deciso di ricentrarmi, dopo l’inquietudine della notte e ho cercato una chiesa. Tra le varie chiese di Pavia ho scelto san Pietro in ciel d’oro una chiesa romanica molto antica. Anche a Pavia hanno dei modi bizzarri di dare indicazioni, ma alla fine sono arrivato e… Sorpresa! In questa chiesa è custodito il corpo di Sant’Agostino di Ippona, uno dei più grandi padri della chiesa. Mi sono fermato a pregare e sulle panche c’era il libretto dei canti della comunità intitolato “Canta e cammina” una delle frasi più celebri di Agostino. L’ho preso come un invito e sono partito con il cuore leggero.

Il cammino parte dal famoso ponte coperto che attraversa il Ticino. Lungo questo grande fiume ho mosso i miei primi passi fino a quando il Ticino non si congiungeva con il grande fiume Po. Ho attraversato su un ponte in metallo lungo un kilometro costruito dopo la seconda guerra mondiale.

Dopo una breve riflessione sull’età delle infrastrutture nel nostro Paese ho ripreso il cammino per ben 13 km lungo l’argine del Po fino ad arrivare nella cittadina di Broni. Speravo di trovare alloggio, ma ho dovuto farmi altri sei km. Sono arrivato da Francesco Casoni, in un bell’agriturismo, abbastanza provato dopo una tappa che ha totalizzato 34 km. Ho avuto le energie solo per fare la doccia, mangiare qualcosa e celebrare le messa nella stanza che avevo. In quella messa ho detto il mio magnificat. Poi sono crollato in un sonno ristoratore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

rigantur mentes

La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, non chiede d’esser veduta. (A. Silesio)

Mio fratello Aiman

Da Homs a Santarcangelo, progetto di accoglienza attraverso i Corridoi Umanitari

Una (P)parola condivisa

Condivisioni sulla Parola quotidiana e domenicale

ilbiancospino

poesia in foto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: