Non abbiate paura!

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Non abbiate paura!
E’ l’invito, preludio della buona notizia, che si diffonde in questa notte.
E’ la parola rivolta alle donne che, dopo aver visto la pietra rotolata, entrano nel sepolcro attendendosi di trovare il cadavere del Maestro ed invece trovano un giovane che, avvolto in una veste bianca, annunzia loro che Gesù Nazareno, il crocifisso, è risorto.

Non abbiate paura!
E’ la parola che viene rivolta anche a noi che in questa Pasqua, diversa da tutte le altre pasque, siamo chiamati a vivere questa festa in un tempo gravido di morte e di violenza, un tempo terribile perché rischia di perdere ogni speranza. Questo – ovviamente – non è il periodo peggiore della storia dell’umanità, ma è un tempo caratterizzato proprio dal pericolo della rassegnazione e dell’indifferenza, come naturale reazione di difesa alla paura. In questo tempo viene rinnovato proprio per noi l’invito: non abbiate paura!

Non abbiate paura voi che ogni giorno assistete spaventati ai bombardamenti in Siria, ai massacri perpetrati in Turchia, al tiro al bersaglio compiuto al confine con la striscia di Gaza, agli eccidi nella Repubblica Democratica del Congo, agli esodi forzati della gente del Sud Sudan, alle stragi terroristiche che insanguinano l’Europa. Non abbiate paura!

Non abbiate paura voi che siete giustamente smarriti di fronte alla progressiva disumanizzazione del mondo, che assiste indifferente alla morte nel deserto o nel mare di centinaia di persone durante le loro migrazioni forzate, addossando la responsabilità di queste morti solo alla scelta di chi parte per sfuggire dalla fame, dalla guerra, dalla miseria, dall’assenza del lavoro, dai disastri climatici. Non abbiate paura!

Non abbiate paura voi che ancora ritenete orribile e ingiustificabile la violenza gratuita e razzista, il femminicidio e l’omicidio/suicidio di padri che non vedono altra alternativa al loro dolore che quello di sterminare la loro famiglia. Non abbiate paura!

Non abbiate paura voi che non capite come potremo salvare questo pianeta – dono prezioso di Dio creatore – ormai tragicamente inquinato e devastato per la nostra cupidigia e la nostra indifferenza. Non abbiate paura!

Non abbiate paura voi che assistete ai sempre più diffusi conflitti nelle famiglie e nella società civile, all’imbarbarimento di ogni dibattito politico, al linciaggio mediatico che viene condotto verso le persone e le istituzioni. Non abbiate paura!

L’elenco delle realtà di morte, di violenza e di peccato che ammorbano più o meno da vicino la nostra vita potrebbe essere ancora lungo, ma per ogni situazione di morte constatata ci verrebbe ripetuto ancora: non abbiate paura!

E non riducetevi a fare i necrofori.
Non accontentatevi, come quelle donne del Vangelo, di rispondere alla violenza ungendo amorevolmente un cadavere, perché il Signore è risorto, non è più nel sepolcro!

Questa buona notizia, che in questa notte viene diffusa in ogni latitudine della terra, è l’unico motivo autentico che ci è dato per non avere paura.
Gesù ha sconfitto la morte perché noi – da soli – non ce la potevamo fare.
Noi che, nonostante tutte le nostre buone intenzioni e il nostro sincero impegno, facciamo continuamente l’esperienza dei fallimenti causati dalle nostre incoerenze e dalle nostre fragilità, in questa notte abbiamo una speranza che ci toglie ogni paura: Gesù ha sconfitto il male e la morte per noi!
Gesù Cristo, il Nazareno crocifisso, è risorto e ha cambiato la morte in vita, le tenebre in luce. Lui lo ha fatto per noi, perché noi smettessimo di avere paura!

Mi colpisce che, nel Vangelo di Marco, questo annuncio sia dato da un giovane.
Le immagini dell’arte ci raffigurano un angelo, ma il Vangelo è chiaro: si tratta di un giovane avvolto in una veste bianca; forse lo stesso che  – per paura – era fuggito nudo, insieme a tutti gli altri, lasciando il lenzuolo in cui era avvolto nelle mani di coloro che erano venuti per arrestare Gesù. Lui ora ha vinto la sua paura ed è il primo a dire alle donne: non abbiate paura!

In questi anni che la Chiesa dedica ai giovani, ci attendiamo di sentire da voi giovani questo invito, perché noi adulti – lo dobbiamo ammettere – abbiamo più paura di voi.
I nostri cuori si sono appesantiti e rassegnati, rinunciando agli ideali della nostra giovinezza; i nostri interessi economici e le nostre preoccupazioni pratiche ci fanno vedere quello che abbiamo da perdere; la nostra storia ci ha condotto a vedere già molte cose tristi.
Nei vangeli della Pasqua i più giovani vanno veloci e arrivano a credere per primi.
Siate voi per la nostra comunità e per la nostra città gli annunciatori di una possibilità data al mondo e all’uomo, che non è condannato dai suoi fallimenti, ma, grazie alla misericordia di Dio, ha la possibilità di sperare ancora nel trionfo della vita sulla morte e della luce sulle tenebre.

Grazie a Dio questi giovani ci sono già tra noi; di alcuni di loro conosciamo i nomi; di alcuni di loro abbiamo sentito le testimonianze entusiaste che ci hanno fatto brillare gli occhi di commozione e il cuore di speranza. Di altri ancora dobbiamo scoprire il nome, il volto e la storia.
Per favore, ve ne preghiamo, alzate la vostra voce e ripetete per noi l’invito del Vangelo: non abbiate paura!

Buona Pasqua !

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