Lettera di sant’Antonio ai bambini e alle famiglie di Santarcangelo (2018)

Sant-Antonio-Abate

Santarcangelo, 17 gennaio 2018

Carissime amiche e carissimi amici di Santarcangelo, spero che adesso stiate bene. So che l’influenza è entrata in molte case e ha fatto ammalare bambini, genitori e nonni… ma spero che ora tutto sia passato e siate guariti.

Vi ringrazio che anche quest’anno vi siete ricordati della mia festa. Mi è piaciuto scrivervi lo scorso anno ed ho pensato di farlo ancora.

Molti di voi oggi hanno portato in chiesa alcuni animali per invocare la benedizione di Dio; altri (soprattutto adulti) sono venuti a prendere il pane benedetto. È davvero bello ritrovarsi insieme.

Ho sentito ripetere da qualcuno di voi una frase che mi ha molto colpito: “il mio cane è molto buono, è meglio delle persone, perché in giro ci sono persone che si comportano peggio delle bestie”. Questa frase mi ha fatto pensare che alcune volte possiamo imparare qualcosa dagli animali e dagli altri esseri viventi.

Mi sono tornate in mente le parole di Gesù che ci invita a confidare nella provvidenza del Padre: “Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? 27E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 28E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. 29Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.” (Matteo cap. 6)

Anche dagli animali possiamo imparare a non preoccuparci troppo per delle cose che non sono importanti. Possiamo imparare a vivere con ciò che è essenziale, ciò che è davvero importante per la nostra vita, quello che il Signore ci garantisce e non ci fa mai mancare.

A questo proposito vi voglio dire una cosa che mi hanno detto le signore della Caritas della vostra parrocchia: arrivano alla Caritas tantissimi vestiti che non sanno più dove metterli; molti di quei vestiti sono stati usati pochissimo: ma perché li avete comprati e poi scartati? E perché i vostri armadi sono sempre più pieni? E’ davvero necessario continuare a comprare tante cose per poi buttare quelle che sono ancora buone pensando addirittura di fare del bene perché si scartano per i poveri?

Ai poveri non possiamo dare i nostri scarti e la nostra immondizia!
Piuttosto possiamo imparare a condividere quello che è essenziale!

Chiediamo al Signore di imparare ad essere più sobri, a sprecare di meno e a preoccuparci delle cose importanti come la giustizia, la pace e la condivisione.
Allora la benedizione del Signore giungerà su di noi perché sapremo vedere il bene che lui ci fa ogni giorno.

Tantissimi auguri.

Sant’Antonio, abate del deserto

 

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