Narrare il bello

download (2)Giugno è il mese in cui cominciano le verifiche dell’anno pastorale. Da persone adulte e responsabili siamo portati a concentrarci maggiormente sulle criticità per vedere come risolverle.

Questo approccio porta spesso a prestare maggiore attenzione a ciò che non va, esponendoci al rischio di uno sguardo depresso sulla realtà che considera residuali o poco importanti gli elementi positivi che, seppure piccoli, abbiamo sperimentato.

Ieri sera con gli operatori pastorali di Santarcangelo ci siamo ritrovati a cena nel nuovo centro parrocchiale per festeggiare la conclusione di questo anno di impegno e condividere delle buone notizie.
Tutti coloro che lo desideravano, con semplicità, hanno raccontato il bello di cui sono stati testimoni in questo anno. Abbiamo condiviso piccoli tasselli di provvidenza, incontri rincuoranti, piccoli e grandi passi avanti nel nostro impegno di testimonianza e di servizio a questa comunità… Forse nessuna delle cose che ci siamo detti merita una sola riga sul giornale, ma a tutti noi ha fatto bene riconoscere che il Signore non ci ha abbandonato e che ci dona il segno della sua presenza operante attraverso le nostre semplici forze.

Quindi va tutto bene? Non c’è nulla da migliorare? Tutt’altro!
Ma è importante partire dal ringraziamento, dal riconoscimento del bene che c’è perché, come dice papa Francesco, la realtà è sempre superiore a qualsiasi idea… e la realtà non è fatta solo di problemi, ma anche di piccoli tasselli di provvidenza che, messi insieme, ci danno il quadro del bene che questa comunità vive.

Il nostro compito allora è più semplice: siamo “solamente” chiamati a far crescere il bene che c’è già, grazie alla provvidenza e alla misericordia di Dio; e un po’ anche grazie al nostro impegno generoso.

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