E’ Pasqua; ma Dio sta con noi?

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La notte di Pasqua abbiamo di nuovo innalzato a Dio quell’inno che da migliaia di anni viene cantato nella notte che celebra la liberazione degli schiavi dall’Egitto e l’inizio del cammino verso la Terra Promessa.
Dio è intervenuto per liberare il suo popolo dall’oppressione del Faraone e aprirgli un cammino di libertà.

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Ci viene ormai naturale identificarci con gli Ebrei che sono salvati da Dio e guardare con distacco e commiserazione gli Egiziani che, nella loro ottusità, non comprendono che contro Dio non si può vincere… un po’ se la sono cercata di morire nel Mar Rosso (!?!) … si poteva capire che non era il caso di infilarsi in quella battaglia …
Ma stanno proprio così le cose?
Siamo proprio sicuri di essere noi “i buoni” salvati da Dio?

Mentre è in corso un altro esodo di carattere epocale, noi da che parte ci troviamo? e soprattutto, da che parte si trova Dio?
Per uomini e donne credenti questa domanda è tutt’altro che banale perché noi dovremmo essere dove si trova Dio (non necessariamente viceversa).

In questa Pasqua mi chiedo con preoccupazione se siamo proprio tranquilli nell’identificarci con il popolo di Dio salvato o se – invece – non ci troviamo dalla parte degli oppressori o di quelli che, nella loro ottusità, non riescono a riconoscere l’appello di Dio alla conversione e all’accoglienza.

Gli Ebrei erano un popolo di schiavi che, sia presso gli Egiziani, che presso i popoli della terra di Canaan, non godevano di grande stima. Per gli uni erano pura forza lavoro in regime di semi-schiavitù, per gli altri degli invasori.
Eppure sia gli Egiziani che gli altri popoli – di cui racconta il libro di Giosuè -, hanno dovuto fare i conti con una decisione che era stata presa da Dio che, nella sua volontà e misericordia, ha voluto liberare il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto e introdurlo in una terra che Lui aveva deciso di dare in dono al suo popolo.

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Solo io noto le analogie con la situazione attuale?
Solo io mi chiedo se quello che stiamo vivendo non sia una grande provocazione e una grande chiamata alla conversione per noi Europei credenti del terzo millennio dell’era cristiana?
Solo io mi sento preoccupato del fatto che – mentre leggo e annuncio la Parola di Dio – non ascolto veramente quello che Dio ci sta dicendo nei fatti della storia del tempo in cui vivo?
Solo io sono preoccupato di essere dalla parte degli oppressori e di non riconoscere quello che Dio sta compiendo – proprio Lui – attraverso la vita di migliaia di uomini e donne che vivono un altro esodo?

Quante volte ci siamo detti: perché Dio non interviene per andare in aiuto a coloro che soffrono la fame, che sono in guerra, che patiscono violenza, schiavitù e sopraffazione? E se Dio avesse deciso di farlo? E se noi ci trovassimo dalla parte sbagliata, incapaci di riconoscere la sua azione e la sua iniziativa? Non sarebbe la prima volta che accade!

Non mi basta una Pasqua di coniglietti e uova colorate.
La Pasqua è un evento drammatico che si rinnova nella sua dinamica di morte e di vita, di oppressione e di liberazione. 
Al tempo di Gesù, il popolo salvato e liberato dall’Egitto, non ha saputo riconoscere l’intervento di Dio e si è fatto oppressore: lo racconta bene il Vangelo che abbiamo ascoltato in questi giorni di Pasqua. Perché noi dovremmo essere esenti da questo pericolo? Perché noi, popolo salvato e liberato nel battesimo, non capiamo che potremmo facilmente trasformarci in oppressori e omicidi?
Cosa ci garantisce che Dio sia con noi? Noi siamo veramente con Lui?

Ho deciso di iniziare oggi a leggere il libro di Giosué che parla della lotta del popolo di Israele per entrare in possesso della Terra promessa. In ogni battaglia era ferma la loro convinzione che Dio avesse concesso loro quella terra in dono; alcuni dei popoli residenti in Canaan lo hanno accettato (loro malgrado), altri si sono opposti con la violenza e confidando nella loro forza.
Penso che potrei imparare qualcosa di buono dalla lettura di questo libro per comprendere meglio come Dio agisce e come possiamo vivere noi la storia del nostro tempo.

Mi farò guidare da una donna di fede, Raab, che per prima ha accolto gli esploratori Ebrei a Gerico ed è diventata membro di quel nuovo popolo.

Buona Pasqua! E che Dio ci aiuti ad essere con Lui!

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