Donne per la pace

La retorica scorre a fiumi in questa giornata dedicata alla donna.
Siamo così! Non riusciamo a fare di meglio!
E mentre qualcuno cerca di trasformare questa giornata nell’ennesimo carnevale a base di feste osé per sole donne, io – cercando di non scadere nella retorica – vorrei dire il mio grazie alle tante donne che hanno reso migliore il mondo e lo rendono migliore ogni giorno essendo pienamente donne, libere nella loro differenza e consapevoli della loro ricchezza.
Seguendo la scia del Presidente Mattarella, vorrei ringraziare e ricordare l’insostituibile contributo che le donne hanno dato e danno alla costruzione di un mondo che vuole la pace.

Se c’è un compito che storicamente è affidato alle donne, questo è proprio quello della pace.

Viviamo in tempi bui.
Quanto sta accadendo intorno a noi non promette bene.
Il ritorno di nazionalismi sempre più prepotenti, la voglia di mostrare i muscoli per affermare la propria potenza contro gli avversari, la crisi delle istituzioni mondiali e sovra-nazionali, l’indifferenza teorizzata e legalizzata nei confronti di moltitudini di persone che fuggono da scenari di guerra e di fame, la crisi della politica e della partecipazione alla cosa pubblica, la disoccupazione dilagante soprattutto per i giovani, le dipendenze che pervadono il sistema sociale … non so se sia un caso che pressoché tutti gli attuali protagonisti sulla scena siano maschi…

Di fronte a questa situazione penso che le donne – ancora – non abbiano fatto sentire con forza la loro voce personale e collettiva; penso che – ancora – non siano state messe in grado di suggerire e contribuire alla realizzazione di un modo nuovo di pensare e di affrontare la soluzione dei problemi che ci stanno intorno, nel mondo e anche in quella piccola parte di mondo che è la Chiesa (nonostante gli auspici di papa Francesco).

Questa giornata internazionale dei diritti della donna segna per noi una nuova possibilità.

Molta strada è stata compiuta da quando le donne erano totalmente discriminate. Le ricerche e gli studi affermano che ancora è ampio il margine per annullare ogni discriminazione… ma anche quando una parità effettiva (non ideologica) sarà raggiunta, ancora avremo molta strada da fare per far sì che ognuno (uomo o donna) possa esprimere il meglio di sé e cambiare il mondo portando il bene di cui è portatore a vantaggio per tutti.

Allora non avremo più bisogno di una “festa della donna” perché sarà “festa ogni giorno”.

Pubblicato da tecnodon

Prete cattolico. Formatore in seminario ed Assistente AGESCI

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