Lettera di sant’Antonio alle famiglie di Santarcangelo

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Santarcangelo, 17 gennaio 2017

 Carissimi amici e amiche di Santarcangelo,
grazie perché oggi vi siete riuniti così numerosi in chiesa per ricordare il giorno della mia festa. È sempre bello ritrovarsi tra amici di Gesù.

Ho pensato di scrivervi una lettera perché mi sono venute in mente alcune cose che vi vorrei dire.

Sono parole dette tra amici, e tra amici si può parlare con franchezza.

Inizio con la cosa più importante: ascoltate la parola del Vangelo per conoscere sempre meglio Gesù. È una parola bella, capace di cambiare la vita delle persone, come ha cambiato la mia. È una parola che si può vivere con semplicità, mettendo in pratica quello che dice.
Non fatevi convincere che sia troppo difficile, che sia disumana, vecchia. E’, invece, una parola bella e sempre nuova: ascoltatela!

Da centinaia di anni i vostri nonni e i nonni dei vostri nonni sono venuti a chiedere il mio aiuto per ottenere la benedizione dei campi, degli animali nelle stalle, perché non mancasse mai il pane e il necessario sulle tavole delle famiglie. Oggi però vedo che tanto cibo viene sprecato e che tante persone stanno male perché mangiano troppo: sapete già da soli che questo non va bene. Se avete più di quello che vi serve, potete condividerlo con chi non ce l’ha.

Vedo, poi, che molti degli animali che avete portato in chiesa non sono quelli che vivono nelle stalle, ma vivono in casa con voi.
Sento dire da qualcuno che sono preferibili alle persone e vedo che ci sono case in cui si accolgono più volentieri gli animali delle persone.
È bello che nelle vostre case ci sia vita, che ci sia posto anche per le creature di Dio, ma è veramente strano che siamo molto affettuosi con gli animali, mentre trattiamo male le persone; è strano che gli animali vivano in casa con noi e molte persone, uomini, donne e anche bambini, vivano e dormano di fuori al freddo; è strano che siamo disponibili a spendere molti soldi per i nostri animali, ma diciamo di non aver nulla per le persone che stanno male.

Vi faccio una proposta concreta in questa mia festa: in ogni famiglia in cui c’è un animale, creatura di Dio, si scelga di spendere altrettanto per le persone in difficoltà; questo sarebbe veramente benedetto da Dio.
E’ solo un proposta: provate a pensarci per vedere se sia realizzabile.

Infine vi vorrei dire qualcosa del pane che hanno benedetto i vostri preti e che oggi vi viene dato: non trattatelo con superstizione o come qualcosa di magico; quel pane è il segno della benedizione di Dio che arriva nelle nostre case e sulle vostre tavole, per ricordarvi che ogni cosa che mangiamo è il frutto della benedizione e della provvidenza di Dio.

Ma voglio ricordarvi che c’è un pane migliore che vi attende ogni domenica in chiesa: è l’eucaristia, il corpo di Cristo che è dato per noi e per la nostra salvezza. Quello è il pane che dovete desiderare e mangiare perché Gesù possa farvi diventare pienamente figli di Dio.

Il Signore vi benedica tutti.

Antonio

 

 

Una Risposta

  1. sei un grande! Dio ti protegga sempre.

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