La vittoria dei piccoli

nomedidio

Lc 10,17-24

I discepoli, dopo l’esperienza della missione, ritornano pieni di gioia per il loro potere di combattere i demòni. La vittoria è stata possibile nel nome di Gesù e Gesù stesso la conferma, ma invita anche a non rallegrarsi per questo potere, quanto piuttosto per la partecipazione alla vita di Dio, per la gioia del Regno che è il frutto della sconfitta del male.
Anche a noi a volte “prudono le mani” e ci piacerebbe una bella battaglia con nemici dichiarati e la certezza di trionfare; anche a noi cristiani qualche volta farebbe piacere far vedere i muscoli, anche solo quelli spirituali, ma non è a questo che il Vangelo ci chiama.

Esso ci chiama a combattere, ma per fare spazio alla luce di Dio in noi, per condividerla con gli altri uomini. Ci invita ad essere combattenti che si espongono al male per vincerlo in loro stessi, mantenendo di fronte al mondo la parvenza di perdenti. Ci invita ad essere piccoli e “stolti”, come dice san Paolo (cfr. 1 Cor 1), perché portatori di una sapienza che il mondo considera stupida e stolta.

Ecco perché il Signore Gesù loda il Padre per la piccolezza, perché è questa che trionferà, la stessa che Gesù loda nelle beatitudini: beati i miti, perché erediteranno la terra (Cfr. Mt 5).

Il Signore ci conceda il coraggio della piccolezza e di rinunciare ad ogni desiderio di forza, di potere, di affermazione, di sapienza umana. Attraverso la piccolezza, la stessa di Gesù, sapremo manifestare la forza di Dio contro ogni male.

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