… e adesso pedala!

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foto di Riccardo Bianchi (grazie)

Ieri sera durante la messa di inizio del ministero di parroco a Santarcangelo abbiamo respirato un bel clima. Nella Collegiata strapiena di persone e di tanti amici, abbiamo condiviso le emozioni, la preghiera, i desideri. Molti abbracci, strette di mano, presentazioni di volti e di nomi che per qualche mese dovrò cercare di ricordare e collegare nelle parentele, nei gruppi di servizio,nelle amicizie dichiarate…

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Il rinnovo delle promesse sacerdotali (foto di don Giampaolo Rocchi — Grazie)

Un grazie particolare desidero dirlo ai tanti preti e diaconi che si sono resi presenti, anche a costo di sacrifici, e ai tanti che mi hanno contattato per dirmi la loro vicinanza. E’ stato segno di presbiterio molto bello, accanto alla bellezza della presenza di tanti laici e consacrati.

I parrocchiani di Santarcangelo mi hanno regalato una bellissima bicicletta, che sarà molto utile negli spostamenti in questa grande parrocchia. L’augurio collegato, in stile tipicamente romagnolo, è stato unanime e ripetuto molte volte … adesso pedala! Mi sembra un bell’invito!

Terminata la bella festa e le presentazioni, ora è il momento di mettersi all’opera e di pedalare.

Allego il testo di quello che ho provato a dire ieri sera per condividerlo con chi non c’era.

Santarcangelo di Romagna, 15 giugno 2016

Parrocchia san Michele Arcangelo – Chiesa Collegiata
In occasione dell’ ingresso in parrocchia e dell’inizio del ministero di Parroco

Carissimi amici e amiche e voi tutti che siete qui convenuti in questa sera. Grazie.

Quello che accade in questo momento è tanto banale quanto straordinario.
È banale secondo la logica comune: cambia un parroco: che sarà mai? In questo tempo poi in cui ci siamo abituati all’idea di un turn over più veloce … come si dice popolarmente: “via uno sotto un altro”. Forse domani il giornale scriverà qualche riga, o forse no. Ma sicuramente non si andrà oltre qualche nota di colore o qualche curiosità.

D’altra parte, noi che siamo qui percepiamo che stiamo vivendo qualcosa di straordinario, perché è come se il Signore concedesse ad ognuno di noi, e a noi tutti insieme, una nuova possibilità per rilanciare, per vivere con maggiore autenticità l’esperienza della fede e della Chiesa.

Senz’altro il Signore da una nuova possibilità a me: dopo venticinque anni di presbiterato, ringrazio il Signore perché non ha ancora gettato la spugna con me, non si è ancora stancato della mia mediocrità nel vivere il Vangelo, ma vuole proseguire quel progetto iniziato nel giorno del mio battesimo finché Cristo non sia formato in me (Cfr. Gal 4,19).

Una parola mi ritorna spesso alla mente e anche stasera la sento una parola guida per me: me l’ha detta con molta solennità il Vescovo Mariano quando mi ha ordinato diacono e me l’ha ripetuta quando mi ha ordinato prete: Dio porti a compimento l’opera che ha iniziato in te. Il vescovo Francesco me l’ha ripetuta anche questa sera domandandomi di rinnovare la mia promessa di obbedienza. Questa è la preghiera che faccio spesso e che rinnovo anche questa sera: porta a compimento la tua opera Signore e abbi pazienza con me.

Anche per la parrocchia di san Michele Arcangelo c’è una nuova possibilità: non so quanto effettivamente possa incidere la venuta di un nuovo parroco, ma è pur sempre un piccolo- grande richiamo per ricuperare le motivazioni di quanto si vive e ricordare che non è sufficiente fare come sempre si è fatto. Questa verifica, e il possibile rinnovamento che ne potrebbe seguire, è l’unica condizione per poter essere una comunità cristiana significativa e testimone del Vangelo di Gesù.

Non so se qualcuno si aspetta delle linee programmatiche, ma su questo – devo confessarvi – che non ho molto da dire. Siamo nel biennio della missione straordinaria, nell’anno del Giubileo della Misericordia, in un tempo di svolta della vita della Chiesa riguardo le strutture, gli orientamenti, gli stili ecclesiali. Certamente le linee programmatiche non ci mancano e non riguardano solo Santarcangelo.
Due giorni fa in Consiglio pastorale abbiamo definito insieme alcune linee d’azione che ci impegneranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Siamo già all’opera, dentro la vita della Chiesa intera…

Ho però un desiderio da confessarvi.

Avete visto che nella processione d’ingresso il diacono ha portato un Evangeliario, utilizzato nel momento della proclamazione del Vangelo. Quel grande libro è un dono che ho voluto fare alla parrocchia per l’occasione del mio ingresso: l’ho scelto come segno perché tutti possiamo ricordare di mettere al centro della nostra vita comunitaria non le nostre idee, ma il Vangelo di Gesù e perché – e questo sarebbe il mio desiderio – sorgano in questa comunità molte vocazioni al servizio del Vangelo: sacerdoti, consacrati e consacrate, famiglie apostoliche e dei diaconi permanenti che possano essere presenza viva del Signore nelle varie realtà della comunità parrocchiale e della zona pastorale.
Vi invito a mettere questa preghiera tra le intenzioni che presentate al Signore quotidianamente: io lo farò senz’altro.

Partiamo dunque per questa nuovo tratto di strada, seguendo il Signore, uniti tra noi, attenti a tutti coloro che lungo la strada potremo incontrare, pronti all’ascolto, alla condivisione e alla testimonianza della nostra fede e della nostra speranza. 
Il Signore porterà a compimento la sua opera.

Maria, la Madre di Dio, san Michele Arcangelo, san Martino, san Giacomo, san Bartolo, il beato Simone Balacchi, e tutti i nostri defunti – tra cui ricordiamo il papa Clemente XIV, Suor Angela Molari, il diacono Paolo Querzé e Caterina Gambuti – ci custodiscano nel nostro cammino.

don Andrea

 

Una Risposta

  1. Benvenuto Don Andrea nella nostra comunità e buon lavoro.

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