Trekking (e deserto) urbano

IMG-20151226-WA0006Che mi piaccia camminare è una cosa risaputa. Che non abbia tempo di farlo è abbastanza deducibile. Il 26 dicembre – miracolosamente – mi sono trovato la giornata libera; dopo aver celebrato la messa con le sorelle Clarisse, sono partito dal centro di Rimini e, percorrendo la spiaggia, sono arrivato fino al porto di Cattolica. Era un po di tempo che volevo fare questo percorso sulla spiaggia d’inverno, perché, come sanno bene i riminesi, il mare d’inverno ha un fascino molto particolare. Qui di seguito qualche (pochissime) foto che mi sono sentito di fare e qualche impressione a ruota libera.

Una città deserta

Il primo sentimento che mi sento di condividere è stato l’effetto surreale dato dall’assenza delle persone, lì dove normalmente ne incontri migliaia. Durante il cammino ho incontrato pochissime persone e per lunghi tratti, sulla spiaggia, il percorso è stato completamente deserto. Certo il giorno era particolare e il clima invitava le persone a starsene al calduccio, ma l’effetto è stato strano ugualmente. A me ha aiutato a guardare le cose con altri occhi e a stare con me stesso. I pochi che ho incontrato avevano le immancabili cuffie nelle orecchie, abitudine che non ho mai preso, gustandomi così il rumore delle onde le mare, i rumori della città in lontananza e dei treni che passavano agli orari stabiliti.

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il parco Cervi alle 9 del mattino del 26 dicembre 2015

Un’altra prospettiva delle cose data dal ritmo dei passi

Durante l’anno compio questo percorso diverse volte. Per andare a Cattolica o a san Giovanni in Marignano, di solito uso l’autostrada. Raramente la statale… è la prima volta che ci vado a piedi. Come già sapevo le cose cambiano completamente assumendo il ritmo dei passi. Si ha la possibilità di vedere cose che solitamente non si vedono e da una prospettiva ampia, come quella della spiaggia completamente libera, consente.

Un orizzonte che si allarga … nonostante la nebbia

Camminare in riva al mare, nonostante la nebbia, da la possibilità di avere l’orizzonte sempre a portata di sguardo; non è una cosa possibile a tutti e sempre. Ci sono persone che vivono in situazioni in cui l’orizzonte è precluso. Noi abbiamo la possibilità di conoscere l’orizzonte e il senso che da il poterlo vedere. Vivere con l’orizzonte a disposizione credo dia un’altra prospettiva alla vita e una capacità di considerare le cose sempre su uno sfondo più ampio. Penso che sia diverso per chi non ha mai la possibilità di vedere l’orizzonte.

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Cose belle e cose brutte

La prospettiva  nuova del camminare consente di fissare lo sguardo per un tempo congruo sulle cose che ti circondano, avendo la possibilità di vedere le cose belle … e anche le cose brutte.

Tra le cose belle metterei senza dubbio l’ordine delle zone di spiaggia dei bagnini di Riccione, l’arredo urbano delle zone spiaggia di Riccione e di Misano (è davvero piacevole e ben fatto), gli ampi spazi verdi prossimi alla spiaggia delle zone di Misano e Cattolica ed infine la zona di Portoverde, pur nella sua angosciante desolazione per l’assenza di persone.

A proposito di Portoverde devo confessare che, pur avendo l’onorevole età di 50 anni, non l’avevo mai visitato. Avevo sempre pensato che Portoverde si limitasse a quegli orrendi palazzoni che si vedono da dovunque. Invece, aggirati i palazzoni c’è una splendida zona residenziale molto curata e molto scenografica (forse anche troppo). Mi ha fatto piacere vederla per la prima volta: è stata una gradita sorpresa!.

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Gli scogli di Portoverde e sullo sfondo l’ingresso alla darsena

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darsena di Portoverde

Ovviamente ho visto anche molte cose brutte, da molti e da tempo denunciate: i ruderi delle colonie mai ristrutturate e ormai sfregio per lo sguardo, ma anche tanti ruderi di edifici che o andrebbero restaurati o demoliti. E’ incredibile che a fianco a luoghi molto belli ci siano questi edifici fatiscenti e degradati. Poi tutto quel baraccamento fatto di chioschi e chioschetti trasformati in negozi e negozietti, sale giochi… ma non si potrebbe buttare giù tutto? Anche alcune zone spiaggia sono molto sporche e disordinate a fronte di altre che, anche d’inverno, vengono tenute pulite e curate. Forse la prossima volta invito alla passeggiata qualche amico amministratore.

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Un “eco-museo” sul porto di Cattolica

Arrivato a Cattolica la sorpresa dell’ampia spiaggia e, giunto al porto la possibilità della visita al’eco muse della marina di Cattolica, con immagini storiche che ritraggono i lavoratori del mare nei primi cinquant’anni del secolo scorso: una gradita conclusione. Il porto di Cattolica, come è noto, rappresenta il confine tra la regione Emilia-Romagna e le Marche… una meta naturale del mio cammino.

Mi sono goduto questa passeggiata di trekking balneare ed urbano. Davvero, dandosene la possibilità si possono scoprire tante cose belle e nuove proprio a due passi da noi.

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Testo aggiunto il 29 dicembre 2015

PS: molte persone dopo aver letto questo post mi hanno chiesto come sono tornato a casa. Sono tornato comodamente in treno. Grazie a tutti per la premura.

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