Dio viene nel cammino

I pastori andarono senza indugio… Lc 2,16

I testi del Natale sono tutti un movimento di gente che si mette in cammino, che decide di uscire dalla propria quotidianità, per incontrare un Dio che si è fatto bambino.

L’annuncio di una nascita al tempo di Gesù non era un fatto straordinario come ai nostri tempi caratterizzati dall’inverno demografico. Eppure all’annuncio di quella nascita tanti si mettono in marcia per andare a Betlemme e vedere quel bimbo avvolto in fasce che giace in una mangiatoia.

Chi accetta di mettersi in cammino (i pastori e i magi) in contra Gesù; Erode e i sacerdoti di Gerusalemme, che ben conoscono le profezie e sanno ben indicare ai magi il luogo in cui deve nasce il re dei Giudei, ma rimangono a casa loro, non incontrano Gesù, non lo vedono, anzi lo osteggiano e perseguitano.

Colui che non ho veduto mai, dalla sua lontananza ha chiamato con tale voce che nessuno può restare a casa. Tagore

Natale è e sarà la festa di chi sa coinvolgersi ed uscire dalle sue sicurezze per mettersi in cammino e rispondere a quella voce.

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E’ la festa dei pastori che accogliendo l’invito dell’angelo, lasciano le loro greggi e vanno a Betlemme e, dopo aver visto quel bimbo, diventano i primi annunciatori della presenza di Dio nel mondo.

E’ la festa dei magi che, seguendo la stella, lasciano la sicurezza delle loro case e le loro comodità per farsi pellegrini verso il più piccolo dei capoluoghi di Giuda. Ma giunti lì provarono una grandissima gioia.

Natale sarà anche la nostra festa se ci lasceremo coinvolgere – non solo emotivamente – ma fisicamente, mettendoci veramente in cammino verso i luoghi dove il Signore manifesta concretamente la sua venuta nella storia del nostro tempo: ognuno, ascoltando la voce, saprà trovarli.

Buona strada e buon Natale a tutti i camminatori della storia.

Questo testo è stato ispirato da una scheda di don Gian Franco Venturi che si trova in AVVENTO-NATALE (LDC  1987), pp. 75ss.

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