Un mercato che cambia … che fatica cambiare!

mercato

Dal 14 ottobre, a Rimini, il mercato ambulante ha cambiato sito. Bene! Anzi, benissimo!

Io attendevo questa notizia da 19 anni, da quando, nel 1996, il Presidente della Repubblica Scalfaro ha dovuto rimandare di un giorno la visita alla città in occasione della commemorazione per i 50 anni della morte di Alberto Marvelli. La visita era prevista il sabato mattina, ma non è stato possibile realizzarla, perché la piazza del Comune era occupata dal mercato ambulante; come spesso accade a Rimini quando ci sono di mezzo gli interessi economici, non si riuscì ad arrivare ad una soluzione civile e così Scalfaro fu costretto a rimandare la sua visita alla domenica. La cosa mi procura ancora rabbia e vergogna.

Il mercato del centro di Rimini-2

Finalmente la piazza del Comune è libera! 

Ha sentito molti pareri sullo spostamento del mercato.

I giovani sono favorevoli: gradiscono la possibilità di passare tra i banchi senza essere continuamente urtati da altri, la possibilità di passare in bicicletta tra le varie zone del mercato, la caratterizzazione delle diverse zone del mercato…

Gli adulti e gli anziani, invece, lamentano la dislocazione ampia, la fatica ad arrivare alla zona frutta e verdura, … : era meglio prima, dicono… ma è evidente che non è vero. Prima era un macello per tutto: la viabilità, l’impossibilità di accedere al centro se non tentando un faticosissimo percorso ad ostacoli in mezzo alle bancarelle e la gente, una piazza lasciata sporca in modo indecente fino al pomeriggio … è evidente che non era meglio prima, ma l’abitudine di ciò che è “sempre stato” porta ad un giudizio di rifiuto al nuovo per partito preso o per autodifesa.

Non è che non manchino i problemi anche adesso.

Per esempio proprio ieri un mio amico che abita in Piazza Gramsci, dimesso dall’ospedale dopo un intervento, ha dovuto rifugiarsi a casa mia perché, a causa del mercato, non è gli è stato possibile rientrare a casa: la piazza risulta inaccessibile a qualsiasi mezzo, anche alle ambulanze o ai mezzi per disabili. Ma tant’è! Si sa; ci vorrà qualche aggiustamento e lo attendiamo con pazienza, ma sostanzialmente la cosa rimane positiva.

La vicenda del mercato di Rimini ha fatto sorgere in me una riflessione che mi ha coinvolto personalmente: perché le persone, soprattutto gli adulti (tra i quali ci sono anche io), risultano così resistenti ai cambiamenti? Dove nasce questa tendenza a conservare l’abituale anche se il nuovo è evidentemente migliore o necessario? E io? Trovo in me questi spazi di resistenza al nuovo? Quali sono i meccanismi di autodifesa che si evidenziano in me e in altri adulti che con me condividono questa fatica al cambiamento?

La riflessione continua in un altro post…

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