Venga il tuo Regno: … dove Dio regna veramente

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Oggi ho letto un testo dell’Apocalisse che afferma: “Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l’Onnipotente. Rallegriamoci ed esultiamo …” (Ap 19)

Questa espressione è consueta nel Nuovo Testamento, soprattutto nei vangeli sinottici ed ormai è entrata nel nostro orecchio, non ci scompone più… la ripetiamo, senza scossoni, ogni volta che recitiamo il “Padre nostro”, ma non avvertimo nessun disagio e nessun brivido lungo la schiena.

Ho chiesto a coloro che partecipavano alla celebrazione con me: Ma voi vi sentite tranquilli di fronte alla prospettiva che Dio regni veramente sulla nostra vita? Ci sentiamo di rallegrarci ed esultare perché Dio ha preso possesso del suo Regno? La domanda ha suscitato un certo imbarazzo finché qualcuno, prendendo coraggio, ha detto: io vorrei avere la possibilità di dire il mio parere in questo regno!.

Vivere in una prospettiva in cui sia Dio a regnare veramente non mi rende tranquillo perché non mi fido di lasciare a lui il timone della mia vita; per quanto io sia consapevole del mio limite e della mia inconsistenza, preferisco sbagliare con le mie mani piuttosto che affidarmi ciecamente ala guida di  Dio. In me – riguardo a Dio – non prevalgono le immagini rassicuranti e amorevoli del Vangelo e del Nuovo Testamento, piuttosto sono presenti immagini false e grottesche di Dio che gli attribuiscono la possibilità di cambiare umore, qualche possibile capriccio, la strumentalizzazione della mia vita … immagini demoniache di Dio che mi fanno stare ad una distanza timorosa da lui. Quante volte abbiamo pensato o detto “faccio questa cosa perché Dio non mi punisca” oppure, di fronte ad una situazione dolorosa e difficile “cosa avrò fatto di male per meritarmi questa cosa (da Dio)?” …

Il Regno di Dio, per me, è un luogo (una situazione) in cui avrei la pretesa di negoziare la sua volontà, di dire la mia sulle scelte opportune, … insomma un regno in cui anche io pretendo di avere un mio ruolo attivo.

In fondo, come ha detto chiaramente Gesù fin dall’inizio del suo Vangelo: “Il Regno di Dio è vicino: convertitevi!” (Cf. Mc 1,14), la questione che entra in gioco è la mia fede e l’esigenza della conversione e della purificazione da tutte le immagini false di Dio che trovo scritte e ben raffigurate nel mio cuore. Sono immagini arcaiche che anche i grandi personaggi della Bibbia come Abramo, Giacobbe e Mosé si portavano dentro; sono immagini che ci rendono schiavi e ci impediscono di vivere una relazione libera e fiduciosa con il Signore. E’ sempre l’immagine che il nemico di Dio proietta di fronte ai nostri occhi facendoci intendere che Dio ci vuole opprimere e la sua signoria non è altro che prepotenza e prevaricazione (Cf. Gen 3).

Questa gioia di cui parla il libro dell’Apocalisse, questo rallegrarsi ed esultare può essere solo di chi riconosce in Dio il Padre, l’Amore, la misericordia e la tenerezza … Di fronte a queste immagini non c’è nulla da temere, perché Dio non è che benevolenza e perdono.

Consegnare a Dio il timone della mia vita è un atto di fede e di vera conversione.

Una Risposta

  1. Don…grande!! Spero di vederti presto!! un abbraccio

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